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RICORDO/ Salinger, lo scrittore tormentato dal suo figlio prediletto, il giovane Holden

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Holden diventa così il più grande antieroe americano dopo Huckleberry Finn di Mark Twain, un giovane di buona famiglia che capisce troppo presto la durezza della vita e decide di vivere al limite.
Un peso ingombrante, per Salinger, quello del “giovane Holden”. Un peso che lo porta a rinchiudersi in se stesso, nonostante l’incontro con la studentessa Claire Douglas, nel 1955, da cui ebbe due figli, Margaret e Matt. Un uomo difficile, insoddisfatto, nonostante il talento. In una delle rare interviste concessa al “The New York Times” nel  HYPERLINK "http://it.wikipedia.org/wiki/1974" \o "1974" 1974, lo stesso Jerome spiega: “non pubblicare mi dà una meravigliosa tranquillità...Mi piace scrivere. Amo scrivere. Ma scrivo solo per me stesso e per mio piacere”.

Il desiderio di anonimato .- Ma se il “Giovane Holden” con le sue decine di migliaia di ristampe ogni anno continua ad esistere, lo scrittore lascia quasi subito la scena. Abbandona New York nel 1953 per rifugiarsi nel New Hampshire a Cornish dove rimarrà fino alla morte (il 27 gennaio 2010), scrivendo fino alla fine, ma raramente pubblicando. “Il desiderio che uno scrittore ha di anonimato e oscurità è la seconda dote più importante che gli sia stata affidata”. Un silenzio rotto poche volte sulle pagine dei giornali per rare interviste rilasciate e per fermare alcune biografie non autorizzate. La sua scomparsa dal mondo della letteratura non fa altro che aumentare quell’alone di mistero e di mito che già da tempo aleggiava intorno allo scrittore.

Le copertine bianche - In Italia il “Giovane Holden” è stato pubblicato per la prima volta nel 1952 dal romano Gherardo Casini con il titolo “Vita di un uomo”. Negli anni che sono seguiti, l’autore ha sempre criticato le copertine del suo romanzo, gradendo soltanto quella della ristampa nel 2002, completamente bianca. Tanti i libri, le biografie e le presunte rivelazioni su Salinger. Tra tutte, nel 2000, la “Dream Catcher: A memoir”, della figlia Margaret, che nel libro descrive il terribile dominio e controllo che il padre esercitava su sua madre, sfatando molti dei miti sullo scrittore.

Il “Garbo della letteratura” - Dannato. Maledetto. Incompreso. Ma pur sempre geniale. Figura predominante nella storia del Novecento, è comparso sulle cronache anche nel 1980, quando l’assassino di John Lennon ha confessato di avere preso spunto dal “Giovane Holden” per compiere l’insano gesto. Alla sua morte, avvenuta senza dolore e per cause naturali nella sua casa di Cornish, il “New York Times” lo ricorda come “Il Garbo della letteratura”, colui che è stato in grado di scrivere il più grande romanzo generazionale americano.

(Ilaria Morani)
 



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