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SARKOZY/ Lo scandalo L’Oreal, la fuga di notizie e la guerra con Le Monde

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Stando a quelle indiscrezioni, Bettencourt avrebbe donato 7.500 euro a un'associazione vicina a Woerth e poi ottenuto un rimborso di 30 milioni dal fisco quando lo stesso Woerth era ministro del Bilancio. Accuse pesanti, cui Sarkozy rispose in questo modo: «L'abbiamo visto tre mesi fa: mia moglie ed io abbiamo subito le peggiori invenzioni, menzogne. Quattro anni fa, quando ero presidente dell'Ump, mi trovai di fronte all'inverosimile caso Clearstream. Ed ecco che, con la riforma delle pensioni, mi si descrive come qualcuno che, da 20 anni, andrebbe a casa della signora Bettencourt per portar via delle buste. È una vergogna. Il problema non è che io sia vittima di queste cose, ma che si perda tempo rispetto a quello che la gente si aspetta da me. Cioè una cosa semplicissima: uscire dalla crisi».

Certo, il fatto che ad essere colpito sia stato il ministro destinato a guidare le riforma più impopolare di Francia, desta qualche sospetto - almeno sul timing – ma a creare un precedente in questo caso è la guerra tra Nicolas Sarkozy e Le Monde, cominciata fin dai tempi delle presidenziali. L’inchiesta giornalistica si è allargata settimana dopo settimana, anche grazie a una serie di testimonianze fornite ai giornali in forma anonima proprio da varie persone dell'inner circle di Sarkozy.

A seguito di una di queste, sostiene Le Monde, il presidente francese avrebbe dato mandato ai servizi segreti di scoprire la provenienza delle indiscrezioni e individuare le fonti dei giornalisti di Le Monde. Che, prontamente, ha presentato una denuncia contro ignoti per “violazione della segretezza delle fonti”, protetta della legge per la libertà di stampa. Ora, la questione è complessa. Da un lato non sorprende che l’amministrazione di Sarkozy voglia impedire le fughe di notizie dall’interno e soprattutto da parte di funzionari del governo, teoricamente sottoposti al segreto professionale.

Dall'altro, però, a destare sospetto sono le condizioni in cui sarebbe stato dato mandato di indagare sulle fonti delle notizie, quantomeno irrituale e soprattutto perché in contrasto con la rigidissima legge a tutela della segretezza delle fonti emanata quest'anno e promulgata proprio con la firma in calce di "monsieur le President". La partita è aperta.



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