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SCANDALO H1N1/ Così l’influenza suina ha ingrassato i produttori dei vaccini

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SCANDALO INFLUENZA SUINA H1N1 - Doveva essere la pandemia del secolo, invece passerà alla storia per un altro motivo: i miliardi di euro buttati via in tutta Europa per acquistare un vaccino rimasto in larga parte inutilizzato.

L’ALLARME PANDEMIA - L’allarme per l’influenza suina, detta anche influenza A di tipo H1N1, ha iniziato a diffondersi nell’aprile 2009. Un virus, trasmesso dalla carne dei maiali in Messico, che si temeva potesse contagiare tantissime persone nel pianeta. La mutazione del virus dell’influenza comune secondo alcuni scienziati lo avrebbe reso molto più potente, e in grado di portare anche alla morte. In effetti, dal 13 ottobre all’8 novembre 2009 i casi stimati in Italia sono stati 1.521.000. Ma la percentuale di decessi causati da influenza A nel nostro Paese è stata molto bassa: 0,029 per mille malati, contro il 2 per mille della normale influenza.

IL FLOP H1N1 - Di fatto il temibile virus produceva nella maggior parte dei casi solo un banale raffreddore, e quindi l’allarme è rientrato. Nel frattempo però i governi di tutta Europa avevano acquistato milioni di vaccini. E la conseguenza è stata uno spreco dalle dimensioni storiche. Già all’inizio di gennaio, come scrive il sito vitadidonna.it, Francia e Germania si sono mosse e hanno stabilito i contatti con alcuni Stati per vendere le scorte del vaccino contro l’influenza A rimaste inutilizzate. Quantitativi ingenti se si pensa che la Francia ha comprato 94 milioni di dosi, molte di più della sua popolazione.

VACCINI INUTILIZZATI - L’Italia è stata più cauta acquistando dalla Novartis solo 24 milioni di dosi, bastanti a vaccinare il 44% della popolazione. Ma anche nel nostro Paese, come dovunque in Europa, la campagna per immunizzare i soggetti a rischio è stata un fallimento. Ai primi di gennaio si erano vaccinate soltanto 800mila persone utilizzando solo il 3% delle dosi acquistate. I dottori e gli infermieri si sono lasciati convincere in pochi, solo il 15%. Poliziotti, carabinieri, vigili del fuoco e soldati si sono fermati al 5%. Come il 12% dei professionisti che rientravano tra le categorie a rischio. Nel novembre scorso il ministro polacco della Sanità, Ewa Kopacz, ha attaccato l’acquisto indiscriminato di vaccino in occasione di un discorso al Parlamento.

«UNA VERA TRUFFA» - «Siamo in grado di distinguere una situazione oggettiva da una truffa», ha polemizzato. La Kopacz ha dato per prima voce alle perplessità, da più parti sollevate, sull’effettiva pericolosità dell’influenza A/H1N, sulla sicurezza e l’utilità dei vaccini prodotti. Il duro attacco del ministro polacco ha compiuto rapidamente il giro del mondo, ma poi non se ne è saputo più nulla. Il ministero per la Salute dell’Italia ha però escluso nello scorso mese di gennaio di vendere i vaccini in eccesso. Sul suo possibile utilizzo Giovanni Rezza dell’Istituto superiore di sanità in gennaio ha sostenuto che la campagna per l’immunizzazione non era ancora conclusa. In ogni caso, ha spiegato Rezza, lo Stato italiano si era impegnato per cedere all’Organizzazione mondiale per la sanità il 10% del totale delle dosi. Dichiarando inoltre che occorreva attendere le prove di stabilità del vaccino per capire se avrebbe potuto essere utilizzato ancora, considerato che il virus pandemico H1N1 rischiava di diventare il virus stagionale dei prossimi anni.

 

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