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SCANDALO H1N1/ Così l’influenza suina ha ingrassato i produttori dei vaccini

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IL RAPPORTO FLYNN - Nel giugno scorso però sono iniziati a emergere dei sospetti di «stangata» che riguardavano le principali industrie farmaceutiche. Queste ultime infatti, come scrive il Corriere, sono riuscite a piazzare vaccini per miliardi di euro agli Stati europei, pressati dagli allarmi dell' Organizzazione mondiale della sanità di Ginevra (Oms) e della Commissione di Bruxelles sulla diffusione dell' influenza suina H1N1 poi risultati esagerati. Il britannico Paul Flynn ha presentato quindi al Parlamento Ue un rapporto molto critico sulla gestione di questa presunta emergenza sanitaria. Nell'Europarlamento dei 27 Paesi dell' Unione europea si è registrato un duro scontro: da una parte i due principali gruppi, i popolari del Ppe e i socialisti S & D, e dall' altra i liberali Alde, i verdi e i comunisti.

GLI SPRECHI DELL’ITALIA - Una prima richiesta di commissione politica sullo scandalo dell' allarme sull'influenza suina nelle istituzioni dell'Ue è stata firmata da oltre 200 eurodeputati (più di un quarto dell' Assemblea). Il ministro italiano della Sanità, Ferruccio Fazio, durante un Consiglio dei ministri a Lussemburgo, aveva indicato in circa 800 milioni di euro la somma stanziata dal governo italiano per l'acquisto di vaccini per l'influenza H1N1. Nel rapporto del Consiglio d'Europa è emersa un'analisi polemica della gestione della presunta «pandemia» dell'influenza A, per la scarsa trasparenza che avrebbe accompagnato alcune decisioni degli organismi nazionali, europei e internazionali.

LE DOSI NEI RIFIUTI - In proporzione al numero di abitanti alla fine sono gli Usa il Paese dove lo scandalo è stato relativamente meno grave. Si fa per dire, perché a luglio gli States avevano già buttato via 40 milioni di fiale. Lo scrive sempre il Corriere, secondo cui lo spreco americano è stato pari a 260 milioni di dollari, il 25 per cento di quanto l’amministrazione Usa ha investito lo scorso anno per acquistare il vaccino contro la pandemia. E gli Stati Uniti non sono gli unici a finire nello scandalo. Un altro quantitativo di dosi da 30 milioni era pronto in luglio a finire nei rifiuti, perché alla fine il 43 per cento delle dosi di vaccino non sarà utilizzabile. Solo in Svezia e Olanda la popolazione ha seguito i programmi di prevenzione. Francesi, tedeschi, spagnoli e italiani hanno più saggiamente capito che la pandemia era una bufala.

DATE DI SCADENZA - Si stima che il ministero della Salute italiano abbia raccolto approssimativamente 9 milioni di dosi distribuite a suo tempo fra le Regioni e non utilizzate. Ai 12 milioni e 300 mila consegnate dalle industrie (su un ordinativo di 24 milioni) bisogna sottrarre infatti i 2 milioni e 400 mila regalati ai Paesi del Terzo mondo e il milione effettivamente utilizzato. Meno del 10 per cento delle fiale riunite nel deposito centrale sono scadute il 31 luglio. Sono quindi tornati indietro circa 8 milioni di vaccini (1 milione resta nei magazzini periferici). Ogni dose costa poco più di 7 euro. La stima del Ministero è che le dosi scadute equivalgano a uno spreco di 7 milioni di euro. Un altro 10% supererà la data indicata sulla confezione proprio in questi giorni. Il resto delle dosi invece manterrà la validità almeno fino al prossimo marzo.

(Pietro Vernizzi)



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