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TASSA DI SOGGIORNO/ La Capitale e l’ospitalità dei romani: un mito che crolla?

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E’ UNA TASSA OPPURE NO? - Immediato il tentativo di indorare la pillola. La tassa è stata prontamente, infatti, ribattezzata “contributo di soggiorno”. Come dire: “chi viene a Roma, dovrebbe essere ben felice di pagare per farlo”. Di fatto, in ogni caso, è una tassa vera e propria. Prevede pagamenti che vanno da 1 a 10 euro per i non romani che intendano pernottare nella Capitale. Ad aprire il portafoglio, tutti i turisti che soggiorneranno in alberghi o camping, che accederanno agli stabilimenti di Ostia, che prenderanno un “bus sightseeing” o un battello sul Tevere.

 

 

LA TASSA: I DETTAGLI - In sostanza: volete trascorrere la vostre vacanze romane in un hotel a 2 o 3 stelle, presso un affittacamere, in un Bed & Breakfast o in un agriturismo? Oltre al costo del pernottamento vi toccherà sganciare 2 euro, per un massimo di dieci giorni. Salgono le stelle e aumenta la tassa: 3 euro per gli alberghi a 4 o 5 stelle, fino a un massimo di 10 per gli extra lusso. Dovrete sborsare, invece, un ero in più per prendere un bus sightseeing o un battello sul Tevere. Stessa cifra per quanto riguardo la permanenza in un campeggio o se intendete frequentare uno stabilimento di Ostia. L’obolo sarà versato all’entrata e l’esercente verserà il contributo nelle casse della Capitale.

 

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