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ALLARME SQUALI/ Sharm el-Sheikh insanguinata da attacchi a ripetizione

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ATTACCHI A RAFFICA - Subito le autorità locali hanno iniziato a richiamare a riva tutti i bagnanti per fare in modo che nessuno rimanesse in acqua. E nessuno ormai si fida più a tuffarsi nelle acque del mar Rosso, in quanto il panico si sta diffondendo tra i turisti. Dopo gli assalti del 30 novembre e 1 dicembre erano stati catturati e uccisi due squali, ma a quanto pare ce n’erano in giro degli altri. E secondo una Ong ambientalista locale, la Hurgheda Environmental Protection and Conservation Association (Hepca), gli esemplari uccisi e quelli che hanno attaccato in questi giorni sarebbero diversi, e quindi le autorità locali non avrebbero fatto altro che contribuire all’estinzione degli squali senza aumentare la sicurezza delle coste. Le agenzie di viaggio di tutto il mondo, tra cui quelle italiane, tentano di calmare i turisti e assicurano che nessuno per il momento ha intenzione di disdire le vacanze prenotate a Sharm el-Sheikh.

 

DIVIETO DI BALNEAZIONE - Intanto resta in vigore un divieto di balneazione per tre giorni. In Italia, tuttavia, gli operatori temono cancellazioni delle prenotazioni per le feste di fine anno. In attesa che la situazione si risolva, ambasciata e consolati italiani in Egitto hanno diramato un avviso a tutti i tour operator che lavorano a Sharm el-Sheik e nel vicino parco marino di Ras Mohamed, sollecitandoli a invitare personalmente tutti i turisti italiani a non andare in acqua. Secondo alcuni ricercatori, riferisce l’agenzia Reuters, l'avvicinamento anomalo alla costa dei predatori del mare può essere legato all'impoverimento della fauna marina, dovuta anche alla pesca clandestina, o al fatto che a novembre, nei giorni che hanno preceduto la festa del Sacrificio musulmana, sono state gettate in mare centinaia di carcasse di pecore e capre, morte durante il viaggio dall’Australia verso il Cairo. Attaccando quindi i turisti che facevano il bagno in mare.

 

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