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STATI UNITI/ Ingoia una lucertola e chiede 15 milioni di dollari di danni

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PORCELLINI DI GUINEA – I porcellini di Guinea, che assomigliano a un incrocio tra un topo e un maiale, sono stati inizialmente addomesticati per cibarsi dalle popolazioni delle Ande. E continuano a essere la dieta principale in Perù e Bolivia, soprattutto sui rilievi delle Ande. E sono mangiati anche in alcune aree di Ecuador e Colombia. E dal momento che i porcellini di Guinea richiedono molto meno spazio per essere allevati e si riproducono molto rapidamente, sono una fonte di cibo più remunerativa di molti dei tradizionali animali da allevamento, come i maiali e le mucche. E inoltre possono essere cresciuti anche in città.
 

SCARAFAGGI ARROSTITI – Sono tipici della Thailandia, i cui abitanti si disinteressano completamente del disgusto che provano verso questi animali i turisti di tutto il mondo. Una volta fritti infatti, i più brutti degli invertebrati diventano un cibo succulento. O almeno così racconta chi ha avuto il coraggio di mangiarli.
 

FRITTELLE DI MOSCHE – In Malawi ti puoi vendicare dei più irritanti tra gli insetti, le mosche. Sono così frequenti in alcune parti dell’Africa che possono essere prese in una rete, schiacciate in una polpetta e quindi cucinate come frittelle al sole rovente del Malawi.
 

TESTICOLI DI TORO – In Spagna sono un alimento molto diffuso. Si cucinano rosolandoli alla fiamma, salandoli, aggiungendo del prezzemolo e bagnandoli con il succo di limone. E il contorno ideale è l’insalata mista perché, fanno sapere gli intenditori, il piatto ha un gusto delicato.
 

(Pietro Vernizzi)



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