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TATUAGGI/ Dai re ai carcerati, una moda che non passa mai... di moda

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Ma l’esplosione del tatuaggio come fenomeno di massa si ha solo con l’avvento del punk a fine anni Settanta e quindi con la scena hardcore (che è una estremizzazione del punk) di Los Angeles a fine anni Ottanta. Simbolo – e uno dei musicisti rock più tatuati della storia – ne è Henry Rollins, leader dei Black Flag e in seguito anche poeta e attore hollywoodiano. Il suo corpo, già modellato da autentico palestrato, è interamente ricoperto di tatuaggi che lui ha modo di esibire quando fa i concerti, vestito solo di pantaloncini corti. Il logo della sua band, una bandiera nera stilizzata, è stato per anni uno dei tatuaggi preferiti dei fan di musica rock.

Infine, le tre religioni monoteistiche riguardo la pratica del tatuaggio hanno visioni diverse. Se gli ebrei e i mussulmani la vietano, perché vorrebbe dire corrompere quello che Dio ha creato con mani d’uomo, la chiesa cattolica non la condanna, a meno che essa non comporti uno spreco di denaro. Già nel medioevo alcuni monaci si facevano tatuare versi di preghiere, considerati segno del Divino.

 

(Paolo Vites)

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