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TATUAGGI/ Dai re ai carcerati, una moda che non passa mai... di moda

Anche Winston Churchill aveva un tatuaggio. Ne 1936 gli americani che ne avevano almeno uno erano già dieci milioni. Curiosità di una moda che non passa mai.. di moda

tatuaggio_R375.jpg (Foto)

Nonostante il tatuaggio sia oggi una moda in continua e fortissima espansione, continua a essere malvista o vista come una sorta di devianza. Verrebbe da dire: porta in sé un tatuaggio indelebile. Gran parte di questa visione negativa riguardo la pratica del tatuaggio nella società occidentale deriva dalla nostra comune discendenza greca e romana. Gli antichi greci e gli antichi romani, infatti, consideravano “pratica barbara” il tatuaggio, per il semplice motivo che i cosiddetti barbari ne facevano ampio uso. Non solo: il tatuaggio veniva imposto agli schiavi, ai prigionieri e ai fuggiaschi come segno distintivo di quello che essi erano. I greci in particolare usavano tatuare la parola “stigma”, originariamente “serpente” ma che poi divenne di uso comune come segno di vergogna. I romani usavano il tatuaggio anche per differenziare gli appartenenti a una guarnigione militare rispetto a un’altra.

Il fatto che ancora oggi il tatuaggio sia, nella nostra società, emblema dei carcerati e dei soldati deriva proprio dalle usanze di romani e greci. In ogni caso, il tatuaggio ha sempre rappresentato un simbolo di appartenenza, e benché oggi sia di uso di massa, così è stato vissuto da chi lo ha reso tale, ad esempio i fan della musica rock. Tatuarsi il nome della propria band preferita era inteso come simbolo di appartenenza a una specifica classe di persone, una gang, una banda. Pochi sanno che la reintroduzione dell’uso del tatuaggio nella società occidentale la si deve ai monarchi e ai nobili della seconda metà dell’Ottocento. Furono gli esploratori naturalmente a imbattersi in popolazioni che facevano largo uso del tatuaggio. In particolare a Thaiti, dove Cook nel 1769 descrisse per la prima volta questa usanza e per la prima volta usò la parola “tattoo”, tatuaggio.

 

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