BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

MISTERI DEL RINASCIMENTO/ I casi di Michelangelo e Tintoretto. I pareri dello studioso americano Tamargo, di Vittorio Sgarbi e dell’inglese Taylor

Pubblicazione:

cappellasistina_R375.jpg



All’altezza della gola e del collo di Dio il disegno presenta delle irregolarità anatomiche e mentre il resto dei personaggi sono illuminati tutti a sinistra e dal basso, il collo di Dio è illuminato frontalmente. Suk e Tamargo, esperti di neuroanatomia (branca dell'anatomia che studia l'organizzazione anatomica del sistema nervoso) in un lungo e dettagliato articolo continuano da dove Mesheberger si era fermato. Hanno individuato un’altra parte del gigantesco affresco che ricopre la volta della Cappella Sistina, quello della “Separazione della luce dalle tenebre” posto proprio sopra l’altare, e qui avrebbero individuato la rappresentazione dettagliata della colonna vertebrale umana e del midollo allungato che la collega al cervello. L’immagine sarebbe nascosta tra il petto di Dio, e precisamente in una piega della tunica che condurrebbe al nervo ottico, e il suo collo, illuminato frontalmente al contrario del resto dei personaggi.

Un’area che ha da sempre suscitato perplessità tra i critici per le numerose imperfezioni, inusuali per un esperto di luce e di anatomia come Michelangelo, che all’età di 17 anni già sezionava cadaveri dissepolti dai cimiteri per poterli studiare. Sovrapponendo l’immagine della gola alla sezione di un cervello visto dal basso, le due combacerebbero perfettamente. Il dubbio, ora, è se il soffitto della Cappella Sistina sia una sorta di test di Rorshach in cui ciascuno può vedere ciò che vuole o se sia, invece, una sorta di messaggio nascosto nel dipinto che tutti possono vedere. Abbiamo contattato uno dei due studiosi, Rafael Tamargo, per saperne di più su come siano arrivati a questa teoria. “Abbiamo studiato immagini ad alta risoluzione che si trovato su libri e in Rete” ci ha detto il professor Tamargo “concentrandoci sulla seconda metà dell’affresco della Cappella Sistina, quello che si trova sopra l’altare. E’ quella parte di affresco a cui Michelangelo lavorò dall’inverno del 1511 all’ottobre del 1512”. 




CLICCA SUL PULSANTE QUI SOTTO PER CONTINUARE A EGGERE L'ARTICOLO
 



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >