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MISTERI DEL RINASCIMENTO/ I casi di Michelangelo e Tintoretto. I pareri dello studioso americano Tamargo, di Vittorio Sgarbi e dell’inglese Taylor

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Essendo i due studiosi profondi conoscitori del cervello umano, ecco balzare ai loro occhi le similitudini con esso: “La nostra idea è che, nel dipinto ‘La separazione della luce dalle tenebre’, Michelangelo abbi concepito una sofisticata immagine ventrale della parte posteriore del cervello riprendendola in quello che nell’affresco è il collo di Dio. E poi la vista anteriore del midollo spinale nel petto di Dio. Infine, nella parte che rappresenta l’addome di Dio, i nervi ottici e i globi ottici”. Una rappresentazione scientificamente accurata? “La rappresentazione delle prime due immagini del cervello, la parte posteriore e il midollo spinale, è scientificamente accurata. Quella dei nervi ottici non lo è, ma è raffigurato secondo i canoni conoscitivi dell’epoca di Michelangelo, basata sui disegni allora contemporanei, di Leonardo Da Vinci”.

Per Tamargo, tutto ciò è solo la conferma dell’enorme genio di Michelangelo e la grandezza della sua conoscenza: “Per noi, è stato uno studio appassionante nel cui processo abbiamo potuto imparare ancora di più quanto grande e profondo fosse il periodo storico e artistico denominato Rinascimento”. Di parere opposto a quanto sostengono i due americani, è il critico d’arte italiano, Vittorio Sgarbi. Lo abbiamo contattato personalmente per sapere il suo parere su questa “scoperta”: “Credo che quanto diano i due studiosi americani, sia una assoluta stupidata” dice senza scorciatoie Sgarbi. “Michelangelo era un pittore che lavorava per la Chiesa, dipingeva vicende legate alla teologia e alla Bibbia. Non era l’Arcimboldi, che riempiva i suoi dipinti di oggetti e significati altri. Andare a ricercare il cervello umano in un affresco come quello della Cappella Sistina, vuol dire inventarsi a tutti i costi qualcosa di cui ci si vuole e si vuole convincere, ma che in realtà non c’è”.




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