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MISTERI DEL RINASCIMENTO/ I casi di Michelangelo e Tintoretto. I pareri dello studioso americano Tamargo, di Vittorio Sgarbi e dell’inglese Taylor

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Il dipinto dovrebbe risalire a un’epoca compresa fra il 1560 e il 1570, ma ad attentati esami fatti per la prima volta grazie al restauro sono emersi alcuni fatti bizzarri. Tanto che per anni si era escluso fosse opera di Tintoretto stesso. Le lunghe operazioni di pulitura, però, insieme all’analisi ai raggi X e infrarossi, hanno inequivocabilmente dimostrato essere suo. Ma cosa ha suscitato perplessità? Il soggetto stesso: gli studiosi non sono convinti sia Apollo, come si pensava da sempre, ma piuttosto suo figlio Imene. Tanto che nel dubbio il dipinto è stato chiamato “Apollo (o Imene) che incorona un poeta e gli dà in sposa una donna”. Poi alcuni oggetti presenti nel quadro: la presenza di Ercole, il significato di una tazza e di una scatola d’oro, tutte cose che nessuno sa spiegarsi. “La pulitura ha riportato alla luce la pura energia del Tintoretto e come questi lavorava, ma siamo ancora confusi su alcuni contenuti del dipinto”, ha dichiarato Christine Sitwell, consulente per il restauro della National Trust.

Mistero che tocca anche le sette Muse raffigurate invece delle nove Muse della mitologia greca. “L’arco in mano ad Ercole è significativo” ha detto il dottor Paul Taylor, vice curatore del Warburg Institute “perché l’Ercole gallico è sinonimo di eloquenza e, quindi, questo lascia supporre che l’uomo incoronato sia uno scrittore o un oratore, mentre le donne che portano i fiori devono essere le Grazie. Anche il fatto che Apollo stia in piedi sugli oggetti in oro è interessante, perché potrebbe indicare il suo aver voltato le spalle alle cose materiali, per raggiungere la gloria”. Abbiamo contattato il professor Taylor per chiedergli di approfondire questi misteri. “Il soggetto, questa sorta di Apollo” ci ha detto “non sembra un personaggio contemporaneo al Tintoretto. Potrebbe essere una figura classica tipo Orazio o Cicerone, cioè un poeta. Non assomiglia al classico personaggio del sedicesimo secolo. Tintoretto viveva in un’epoca storica in cui la barba era un tratto distintivo comune a quasi tutti gli uomini. Talmente comune che infatti tutti i ritratti da lui fatti di uomini adulti, essi hanno la barba”.


 

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