BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

MISTERI DEL RINASCIMENTO/ I casi di Michelangelo e Tintoretto. I pareri dello studioso americano Tamargo, di Vittorio Sgarbi e dell’inglese Taylor

Pubblicazione:

cappellasistina_R375.jpg

Dopo il codice Da Vinci, il codice Michelangelo. Che il successo planetario dello scrittore Dan Brown (e dei film tratti dai suoi libri) abbia contagiato anche studiosi, scienziati, critici dell’arte? Oppure davvero i grandi pittori del Rinascimento hanno cercato di lasciare un messaggio, nascosto, un codice cifrato, quasi una sorta di “messaggio in bottiglia” che solo secoli dopo, una volta approdato sulla spiaggia di un mondo maggiormente evoluto, sarebbe stato possibile cogliere? Non lo sappiamo. Anche perché, se è vero che oggi un diverso tipo di curiosità e tecniche di analisi scientifiche permettono di vedere cose che all’occhio nudo dei nostri predecessori del Cinquecento non era possibile, è anche vero che il passaggio temporale così ampio non ci permette di sapere le reali motivazioni dietro questi ipotetici messaggi nascosti nelle opere dei grandi artisti rinascimentali. Solo una intervista impossibile con Michelangelo e Leonardo da Vinci ci permetterebbe di risolvere il dubbio.

L’ultimo caso in ordine di tempo (anche se in realtà già nel 1990 un altro studioso, il medico americano, Frank Mesheberger, era arrivato a tale scoperta) è quello della Cappella Sistina e dell’affresco dipinto da Michelangelo. Frank Mesheberger, allora, in un articolo pubblicato sul Journal of the American Medical Association aveva dichiarato che secondo lui nell’affresco che rappresenta “La creazione di Adamo”, intorno all’immagine di Dio, Michelangelo aveva riprodotto fedelmente l’anatomia di un cervello umano, visto in sezione trasversale. Secondo il medico, l’intento dell’artista era di mostrare come Dio non avesse infuso ad Adamo soltanto la vita, ma anche l’intelligenza. Oggi analoga scoperta viene riportata da altri due studiosi americani, Ian Suk e Rafael Tamargo della John Hopkins University School of Medicine.

Osservando attentamente gli affreschi della Cappella Sistina, avrebbero individuato un “codice” nascosto nel grande dipinto che raffigura la creazione dell’uomo. Un dipinto nel dipinto voluto da Michelangelo per lasciare un messaggio attraverso la sua passione per il disegno anatomico e la sua attenzione maniacale per i particolari del corpo umano. In uno studio pubblicato sull’ultimo numero della rivista Neurosurgery i due spiegano come siano riusciti a individuare nel pannello iniziale dell’affresco, quello che raffigura Dio, il disegno nascosto di un cervello umano.




CLICCA SUL PULSANTE QUI SOTTO PER CONTINUARE A LEGGERE L'ARTICOLO

 



  PAG. SUCC. >