BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LO STUDIO/ Il caffè non tiene svegli, e se hai il gene "sbagliato" crea ansia

Pubblicazione:

caff%C3%A9R375_6lug09.jpg

 

L’ASSUEFAZIONE - Secondo la ricerca infatti chi beve abitualmente il caffè sviluppa un’assuefazione agli effetti della caffeina, sia per quanto riguarda l’ansia, sia come stimolo nervoso. Considerata infatti la maggiore propensione all’ansietà e l’incremento della pressione arteriosa che provoca nei suoi consumatori abituali, il caffè non produrrebbe quindi nessun beneficio in chi lo beve. Secondo i ricercatori inglesi, gran parte degli effetti della caffeina sono mediati dal suo stimolo su alcuni recettori cerebrali, quelli cioè dell’adenosina. Ma i ricercatori sono voluti andare oltre, analizzando a fondo anche i geni che potrebbero rendere più o meno sensibili alla caffeina. Scoprendo così che le persone più predisposte all’ansia non rifuggono affatto il caffè, anzi tendono a berne di più.

 

EFFETTO DIPENDENZA - Inoltre, basta poco per produrre l’effetto dipendenza. Sono infatti sufficienti un paio di tazzine al giorno, per non risentire più delle conseguenze ansiogene del caffè. Ma dopo meno di un giorno di «astinenza», si inizia già a sentire il mal di testa e una riduzione della lucidità mentale, con il cervello intorpidito. La soglia «di non ritorno» per generare la dipendenza è pari inoltre a quattro espressi al giorno. Come sottolineato da uno dei curatori della ricerca, il professor Peter Rogers, del dipartimento di Psicologia sperimentale dell’Università di Bristol, «anche se i consumatori abituali ritengono che il caffè produca su di loro un effetto eccitante, le prove raccolte durante il test suggeriscono che in realtà questo è soltanto il risultato contrario della stanchezza che provano quando si astengono a lungo dal berlo».

 

CLICCA QUI O SUL PULSANTE >> PER CONTINUARE A LEGGERE L'ARTICOLO SULLA RICERCA INGLESE SUL CAFFE'



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >