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LO STUDIO/ Il caffè non tiene svegli, e se hai il gene "sbagliato" crea ansia

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«NESSUN BENEFICIO» - Per Rogers quindi «con il consumo frequente, si sviluppa una sostanziale tolleranza per l’effetto ansiogeno della caffeina, anche negli individui geneticamente più esposti. Ma non si ottiene nessun beneficio per il proprio livello di attenzione, in quanto l’astinenza dalla caffeina riduce il grado di reattività e il consumo della bevanda si limita a riportare allo stato di partenza». E aggiungono gli studiosi che hanno realizzato la ricerca: «La caffeina è considerata uno psicostimolante, ma è anche ansiogenica. La combinazione tra un gene del Dna (l’Adora 2A) e l’ansietà causata dalla caffeina si riscontra anche nelle persone che abitualmente consumano poco caffè».

 

IL GENE SEGRETO - Per gli esperti inglesi e tedeschi quindi «nelle persone con il gene Adora 2A, i risultati della ricerca hanno dimostrato una maggiore predisposizione allo stato d’ansia provocato dalla caffeina, ma non un’assunzione ridotta di caffeina abituale. Anzi, in questo caso l’assunzione è più elevata. Mentre nelle persone prive di quel gene, lo stato d’ansia dopo avere assunto il caffè è più ridotto in chi di solito ne beve tanto, rispetto a chi non ne beve o ne beve poco».

 

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