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LEGGENDE METROPOLITANE/ Dieci bufale «immortali» che hanno fanno il giro del mondo

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Un fotomontaggio con Barack Obama  Un fotomontaggio con Barack Obama

 

BOSS IN GONNELLA – Ma non è l’unico caso di questo tipo. Tanto che il Pulitzer delle leggende metropolitane andrebbe senza dubbio assegnato ai giornali cinesi. Tra questi anche un curioso scandalo sexy. Una donna a capo della mafia della città di Chonqing avrebbe avuto un «harem» personale di 16 giovanotti per il suo esclusivo piacere. La «madrina» si sarebbe chiamata Xie Caiping, e oltre a essere l’unica leader della mafia cinese di sesso femminile, sarebbe anche stata cognata del capo della polizia.

 

Avrebbe guidato una gang, organizzato scommesse illegali, nascosto persone per permettere loro di drogarsi, compiuto sequestri di persona e corrotto ufficiali. Ma oltre che abilissima nel violare la legge, sarebbe stata senza freni anche nella sua vita privata, al punto da tenere addirittura 16 uomini tutti per sé. La notizia ha fatto subito il giro dei media cinesi, ma andando a leggere il rapporto della polizia, scrive il sito web chinadaily.com, è scritto solo che Xie Caping conviveva con un ragazzo di 26 anni, cioè di 20 anni più giovane di lei». Impossibile scoprire da dove sia venuto fuori il numero 16.

 

UN VINO «INTREPIDO» - Ma senza andare troppo lontani, anche Milano può vantare diverse leggende metropolitane. Una viene dagli Usa. Nel 2008 la rivista «Wine spectator» ha assegnato il premio per il miglior vino all’osteria L’Intrepido, un ristorante milanese. Un riconoscimento prestigioso da parte di un periodico che dal 1981 ha assegnato «Awards of Excellence» ai ristoranti famosi per le loro eccezionali liste di vini. Per vincere un premio ciascun ristorante deve inviare al «Wine spectator» una lista di vini e pagare una tassa d’iscrizione da 250 dollari. Grazie a cui la rivista guadagna oltre 1 milione di dollari l’anno.

 

Peccato però che l’osteria L’Intrepido non sia mai esistita. Robin Goldestein, autore del libro «Processo al vino», aveva presentato il nome del finto ristorante, con una lista di vini italiani per di più di bassa qualità, per dimostrare che i criteri di assegnazione del premio non erano seri. Eppure il sito Internet osterialintrepido.wordpress.com esiste ancora, con tanto di menu e lista di vini, e di tanto in tanto i turisti americani in visita a Milano chiedono ai passanti in un italiano stentato: «Mi scusi, dov’è l’osteria L’Intrepido?».

 

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