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BOMBE BATTERICHE/ Volto sfigurato, danni all'apparato riproduttivo e cecità infantile: le malattie provocate da cellulari e computer

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SECCHIELLO E PALETTA  Durante l’estate, uno dei giochi preferiti dai bambini è utilizzare secchiello e paletta per costruire castelli di sabbia lungo la spiaggia o nei parchi. Un’attività piacevole, ma non così innocua come potrebbe sembrare. I microbiologi giapponesi hanno infatti esaminato 107 buche della sabbia nei parchi pubblici. E circa tre quarti contenevano deiezioni di gatto, mentre quasi in un decimo del totale sono state rinvenute anche le uova del parassita che provoca la pericolosa toxoplasmosi, dannosissima soprattutto per le donne incinta. «Le buche della sabbia scoperte sono un vero pericolo per la salute, in quanto i gatti randagi le utilizzano come lettiere», spiega il dottor Ron Cutler, direttore del dipartimento di Scienze biomediche all’ospedale Queen Mary dell’università di Londra.

 

«I parassiti della toxoplasmosi nelle feci dei gatti possono sopravvivere per giorni, e se finiscono sulle mani dei bambini e da lì nelle loro bocche possono renderli ciechi». La ricerca giapponese ha mostrato che le buche di sabbia più piccole erano quelle più contaminate. Nelle buche della sabbia più grandi infatti il 43-50 per cento della sabbia conteneva batteri, mentre in quelle più piccole (sotto i 30 metri quadrati) era tra il 73 e il 93 per cento, suggerendo che nelle piccole buche della sabbia all’interno dei giardini sono contenuti rischi ancora più grandi.

 

«Le buche della sabbia fanno ristagnare l’acqua piovana e contengono grandi quantità d’aria e altre sostanze di cui i batteri e gli altri passiti dannosi hanno bisogno per sopravvivere e moltiplicarsi. E più piccole sono, più brevi sono i periodi di tempo necessari perché i batteri si diffondano ovunque», rivela il dottor Cutler. Ma anche le spiagge sono molto contaminate, perché ai gatti si sommano altri animali che possono inquinare come cani, gabbiani e altri uccelli marini. «Il consiglio è sempre lo stesso: sincerarsi che i propri bambini si siano lavati le mani accuratamente subito dopo aver giocato con la sabbia. E se non c’è la possibilità di utilizzare acqua pulita (quella marina non sempre lo è, Ndr), è meglio ricorrere a liquidi disinfettanti a base di alcol».

 

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