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MIRACOLI DELLA CHIRURGIA/ (Video) Protesi facciale, occhi bionici e arti «militari»: quando la medicina supera la fantascienza

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Chrissy Steltz con il figlio  Chrissy Steltz con il figlio

 

L’OCCHIO BIONICO - Quello di Chrissy Steltz non è però l’unico caso in cui i chirurghi hanno dimostrato di poter fare miracoli grazie all’utilizzo di protesi. Tra i risultati più sorprendenti, l’occhio bionico che ha permesso a un uomo cieco di 73 anni di riacquistare la vista dopo 30 anni che non ci vedeva. Ron , questo il nome del paziente inglese, è stato operato nel 2008 al Moorfield’s eye hospital di Londra, anche se la notizia è stata divulgata solo diversi mesi dopo dalla Bbc. Grazie all’occhio bionico, chiamato Argus II, oggi Steltz può camminare per strada e vestirsi senza bisogno di nessun aiuto. Argus II funziona grazie a una telecamera e a un video-processore montati su occhiali da sole, che inviano le immagini catturate via wireless a un minuscolo ricevitore all’esterno dell’occhio. A sua volta il ricevitore trasmette i dati attraverso un cavo molto sottile a un insieme di elettrodi collocati sulla retina. Quando questi elettrodi sono stimolati inviano messaggi lungo il nervo ottico al cervello, che è in grado di distinguere contorni luminosi e punti scuri corrispondenti agli elettrodi stimolati.

 

 

LE GAMBE ROBOTIZZATE - Altrettanto sorprendente l’intervento cui è stato sottoposto Hayden Allen, un uomo rimasto paralizzato dopo un incidente in moto cinque anni fa, che gli ha lesionato la spina dorsale. I medici gli avevano annunciato che non avrebbe mai più camminato, ma grazie al dispositivo messo a punto da una compagnia neozelandese nel giugno scorso è riuscito a scendere dalla carrozzina e a rimettersi sulle sue gambe. Il signor Allen è stato uno dei primi al mondo a utilizzare Rex, abbreviazione di Robotic Exoskeleton, un paio di gambe robotizzate che supportano e assistono una persona che abitualmente ha bisogno di una carrozzina. Permettendole di alzarsi in piedi, camminare e salire e scendere gradini e pendii. «Non dimenticherò mai la sensazione provata mentre per la prima volta i miei piedi riprendevano a camminare sotto di me -, ha dichiarato Allen al quotidiano inglese Daily Mail -. Le persone mi dicono “guarda in alto mentre cammini”, ma io non riesco a smettere di fissare i miei piedi che si muovono».

 

 

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