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MIRACOLI DELLA CHIRURGIA/ (Video) Protesi facciale, occhi bionici e arti «militari»: quando la medicina supera la fantascienza

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Chrissy Steltz con il figlio  Chrissy Steltz con il figlio

 

IL BRACCIO FINTO TRASMETTE SENSAZIONI VERE - E mentre gli scienziati Usa stanno lavorando per rendere il braccio bionico sempre più perfetto, il Darpa lo sta mettendo a disposizione dei militari Usa rimasti feriti. Il progetto ha ottenuto finora 100 milioni di dollari di investimenti, e ci stanno lavorando 300 esperti tra ingegneri, neurologi e psicologi.Ma a beneficiare delle ricerche del Darpa sono anche civili sfigurati da incidenti sul lavoro. Jesse Sullivan, un uomo di Dayton, nel Tennessee, nel 2001 ha perso entrambe le braccia per una scarica di 7mila volt. Sullivan stava lavorando come addetto guardafili sui cavi di alta tensione. Nel 2008 i medici del Rehabilitation Institute di Chicago (Ric) hanno utilizzato i nervi estratti dalle braccia amputate di Sullivan per collegarli ai muscoli del suo torace e alle protesi delle braccia. Oggi Sullivan può mangiare con la forchetta, afferrare una tazza, dipingere i muri di casa o guidare un tagliaerba. E come se non bastasse, le protesi di Sullivan sono provviste di una pelle in tutto simile a quella naturale, realizzata grazie alle ultime scoperte nel campo delle nanotecnologie, che consentono all’ex elettricista di avvertire il caldo, il freddo e la forma degli oggetti.

 

OSCAR, IL GATTO BIONICO - E se grazie a queste nuove scoperte gli uomini rimasti mutilati possono condurre una vita più normale, di recente questo è diventato possibile anche per gli animali. Emblematico il caso di Oscar, il «gatto bionico». Un micio inglese dal pelo nero e gli occhi verdi lo scorso ottobre ha perso le due zampe posteriori falciate da una mietitrebbia. I medici sono però intervenuti prontamente, fornendogli due pioli metallici ricurvi che ora gli consentono di saltellare come prima. Noel Fitzpatrick, un chirurgo neuro-ortopedico di Eashing, 35 miglia a sudovest di Londra, gli ha fornito infatti due protesi leggermente flessibili, che imitano il modo naturale con cui i gatti camminano. Fitzpatrick ha dichiarato che lui e gli ingegneri biomedici hanno disegnato le zampe artificiali in modo che fossero fuse alle ossa e alla pelle. «Questo consente alle protesi di oscillare sulla cima degli arti dell’animale per fornirgli un’andatura effettivamente normale – ha osservato Fitzpatrick -. Oscar ora corre e salta quasi come dovrebbe fare qualsiasi gatto».

 

(Pietro Vernizzi)

 

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