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FINE DEL MONDO/ Le sei apocalissi descritte dalla scienza che fanno impallidire la profezia Maya del 2012

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EPIDEMIA DI PESTE BUBBONICA - Tra le possibili cause che potrebbero portare l’umanità all’estinzione c’è anche una pandemia provocata dagli insetti. Come spiegato dal professor Vincenzo Girolami, entomologo dell’Università degli Studi di Padova in una recente intervista al Sussidiario, durante l’estate in corso «lo scenario peggiore sarebbe se si verificasse un contagio di febbre Dengue, trasmessa dalle zanzare. Una malattia terribile che contratta la prima volta produce sintomi estremamente dolorosi, mentre la seconda volta è mortale. Si tratta di un morbo presente ormai in tutto il mondo, e che può diffondersi anche in un clima come quello italiano». E sempre per il professor Girolami, «anche le pulci, debellate nei Paesi più evoluti, in Italia ritornano di tanto in tanto. E l’aspetto più sgradevole è che questi ultimi insetti passano dai roditori dei Paesi caldi ai ratti per poi arrivare all’uomo. Trasmettendogli la peste bubbonica. E’ accaduto di recente negli Usa, dove la peste bubbonica è trasmessa dai “cani delle praterie”, dei roditori chiamati così perché i loro versi assomigliano a dei latrati. Oggi la peste bubbonica si cura con gli antibiotici. Il problema è che spesso i nostri medici non sono più in grado di riconoscerla, e senza una diagnosi precoce questa malattia può diffondersi molto rapidamente».

 


IL SOLE STA PER SPEGNERSI? - Legittima quindi la domanda se tra mille, duemila, un milione, cinque miliardi di anni sul pianeta Terra ci saranno ancora degli uomini, o se si saranno estinti molto prima. Nell’ipotesi ottimistica che qualcuno si salvi, la sorte che lo attende sarà però delle peggiori. Sarà infatti costretto ad affrontare la morte del sole, che nella sua lenta agonia prima brucerà la Terra e poi si spegnerà congelandola e facendola sprofondare nella notte cosmica. Il Sole infatti è nato 4,57 miliardi di anni fa dall’esplosione di una o più supernove nelle vicinanze di una nube molecolare del braccio di Orione, che è collassata portando alla formazione di una serie di giovanissime stelle.

 


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