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MIRACOLI DELLA MEDICINA/ Paziente inglese «resuscitato» dai cardiologi dopo essere morto 28 volte

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I RISCHI PER CHI FUMA - A patto però di smettere di fumare, perché per chi continua le possibilità di un nuovo infarto nei cinque anni successivi al primo sono in media del 20%. E quindi per chi non cambia stile di vita, sono inutili anche i progressi compiuti negli ultimi anni dalla chirurgia. Tra gli altri, spiega Mattioli, «spiccano quelli dell’angioplastica, cioè l’intervento per riaprire le arterie ostruite. Posizionando nelle coronarie i cosiddetti “stent”, cioè delle reticelle metalliche, è possibile mantenere le arterie aperte anche dopo l’intervento. Costruiti inizialmente in acciaio, gli stent sono poi stati ricoperti da un farmaco a rilascio lento, e di recente sono stati realizzati interamente in materiali riassorbibili. Dopo sei mesi scompaiono del tutto e nell’arteria non restano tracce».


PACEMAKER ALL’AVANGUARDIA - Ma nel tempo è migliorata anche la tecnologia con cui sono realizzati i pacemaker, cioè gli stimolatori cardiaci che correggono le aritmie nei cuori gravemente danneggiati come nel caso di Steve Nixon, cui i medici inglesi hanno appunto applicato uno di questi dispositivi. «Negli ultimi dieci anni – conclude Mattioli – le probabilità di sopravvivenza nei pazienti più gravi sono aumentate del 35% grazie allo sviluppo di pacemaker all’avanguardia».


(Pietro Vernizzi)
 

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