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RICERCA INGLESE/ Il Financial Times: Ecco i sette segreti per la felicità

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DISOCCUPATI, MAL COMUNE MEZZO GAUDIO – Perdere il lavoro è una delle peggiori esperienze della vita. Uno dei motivi è ovvio: la disoccupazione lascia senza una fonte costante di guadagno. Anche così, il disoccupato ha sostanzialmente livelli di felicità più bassa rispetto a quelli che sono occupati ma hanno lo stesso stipendio. Il costo psicologico della disoccupazione può in parte essere spiegato dallo stigma sociale e dalla perdita di autostima che la perdita del lavoro comporta. Ma le conseguenze sono sorprendenti. Mentre la disoccupazione riduce il benessere sia per i senza lavoro sia per gli occupati (forse per il fatto di creare l’aspettativa di perdere il lavoro), i suoi effetti su chi è già disoccupato sono notevolmente ridotti quando numerose altre persone – colleghi, vicini, persone che vivono nella stessa regione o anche nella stessa famiglia – sono a loro volta disoccupate.


GLI AMICI GRASSI RENDONO FELICI – Le nuove scoperte in economia e medicina sembrano suggerire che ci occupiamo del peso delle altre persone nella misura in cui ci interessiamo del nostro. E’ sempre più desiderabile essere magri – forse perché offre maggiori possibilità di trovare una persona con cui fidanzarsi o sposarsi, o anche una promozione più veloce sul lavoro. Tuttavia, quando le persone con cui ci confrontiamo abitualmente diventano più grasse, l’impegno per mantenersi nel giusto peso si riduce. Detto in modo semplice, quando le altre persone attorno a me diventano più grasse, io non devo competere così tanto con loro per restare magro.
 

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