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SINDROME MISTERIOSA/ Donna inglese si addormenta col mal di testa, e al mattino parla con accento francese

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Una donna inglese, dopo essere andata a letto con una forte emicrania, si è svegliata parlando con l’accento francese. Kay Russell, 49 anni, del Glouchestershire, ha dichiarato oggi di sentirsi come se avesse perso una parte di sé dopo che le è stata diagnosticata la sindrome dell’accento straniero (Fas), una condizione estremamente rara che può essere un effetto collaterale di gravi lesioni cerebrali. Intervistata dal Guardian, Russell ha raccontato che gli amici che conosceva da anni non la riconoscevano al telefono e che ha avuto difficoltà a convincere gli stranieri di essere inglese. L’ex direttrice vendite, che in precedenza aveva un accento inconfondibilmente inglese e che in vita sua era stata in Francia solo due volte, ha raccontato che la sua sicurezza di sé è stata infranta e che ha dovuto rinunciare al suo lavoro.
 

 

«HO PERSO UNA PARTE DI ME» - «Numerose persone vengono a dirmi: “Che bella voce che hai” – racconta Russell, che da gennaio si trova in quella condizione, di cui dal 1941 esistono solo altri 60 casi noti al mondo -. Ma in realtà ho perso la mia identità e una parte enorme di me stessa. Mi sento come se mi fossi trasformata in un’altra persona. Non ho perso soltanto la mia voce. Io vorrei riavere indietro la mia vecchia voce ovviamente. Ma c’è molto, molto di più. Riguarda la persona che ero, la persona che voglio essere». E ha aggiunto Russell: «Ho telefonato a un’amica che conosco da quando ero una teenager e l’ultima volta che le avevo parlato avevo ancora la mia vecchia voce. Mi ci è voluto un bel po’ a spiegarle che ero io». Alcune persone pensano che Russell provenga dall’est Europa o dall’ex Unione sovietica. Ma più spesso dalla Francia. La sua condizione le ha anche cambiato la sintassi. Per esempio per dire «gente» tende a dire (e anche a scrivere) «peoples», invece del corretto «people» e tende a dimenticarsi alcune parole base come «una», «di» e «a».

 

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COMMENTI
21/09/2010 - i casi sono due (Antonio Servadio)

piccole notizie, molto molto strane, ma per nulla irrilevanti. A meno che siano tutte fandonie (è da capire meglio se sia così). Solitamente vengono amabilmente relegate nell'angolo delle curiosità proprio perché inspiegabili. Invece, proprio perché inspiegabili, andrebbero raccolte sistematicamente, comparate, esplorate, discusse. I casi sono fondamentalmente due. Forse in noi tutti esiste -intrinsecamente iscritto come un codice genetico- un sapere linguistico universale che resta sconosciuto alla nostra coscienza. In tale ipotesi, l'apprendimento di una lingua "madre" consisterebbe nella progressiva sintonizzazione su uno dei "canali" di comunicazione, quello dei genitori, uno tra i vari possibili, che si rafforza e si sviluppa con la scolarità. In alcuni traumi avverrebbe forse una ri-sintonizzazione patologica, e improvvisa, su un canale "sbagliato". Il problema è che di lingue ne esistono a centinaia. Teniamo presenti anche quelle cosiddette "morte" (latino, greco antico, sanscrito...), da confrontare con quelle attuali, che non esistevano ai tempi di quelle morte. Se non si tratta di fandonie, come accade che qualcuno improvvisamente parla una lingua moderna mai studiata mentre altri sono trovati a parlare antiche lingue "morte" ?. Dunque, se scartassimo questo genere di interpretazione, di che altro si può trattare ?