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SINDROME MISTERIOSA/ Donna inglese si addormenta col mal di testa, e al mattino parla con accento francese

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IL PARERE DEL LINGUISTA - Ma perché chi cambia accento si sente smarrito, non si identifica più in se stesso? Per il professor Andrea Moro, docente di Linguistica dell’Università Vita Salute del San Raffaele, «bisogna ricordare che questa sindrome è causata da un danno celebrale di varia portata. Può derivare da un trauma cranico molto grave o da una lesione focale dovuta a ictus. Rarissimamente dall’emicrania. A seconda della sede in cui avviene, può comportare un danno cognitivo». E sottolinea Moro: «Sembra, in ogni caso, che tale sindrome possa coinvolgere il cervelletto. Consisterebbe in un danno sistematico che si ripercuote su un tipo di movimento, quello vocale. Nel linguaggio abbiamo vari livelli che interagiscono insieme. Abbiamo quattro tipi di canali di espressione: sonoro, tattile, visivo legato alla lettura e visivo legato alla gestualità. E, quando parliamo, convertiamo in suoni un sistema simbolico estremamente strutturato. La parte sonora genera la sindrome dell’accento».


UN OROLOGIO «SFASATO» - Ma l’aspetto forse più interessante è che, come rivela il professore, «questa sindrome mette in luce il fatto che quanto parliamo non ci accorgiamo che dobbiamo coordinare un meccanismo simile a un orologio ad altissima precisione. Tra “papa” e “pappa”, ad esempio, la differenza riguarda un millesimo di secondo in più o in meno in cui le labbra stanno chiuse. Eppure, è evidente che il significato è diverso. Quando uno pronuncia una parola dal cervello partono una serie di messaggi cablati elettricamente che vanno a diversi muscoli, corde vocali e labbra. Inoltre, il cervello riconosce dalla voce un’infinità di dati: l’età, la provenienza, lo stato d’animo di una persona. Ciò che chiamiamo accento è un fenomeno particolarmente complesso. Non basta avere la “R moscia” per avere l’accento francese».

 

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COMMENTI
21/09/2010 - i casi sono due (Antonio Servadio)

piccole notizie, molto molto strane, ma per nulla irrilevanti. A meno che siano tutte fandonie (è da capire meglio se sia così). Solitamente vengono amabilmente relegate nell'angolo delle curiosità proprio perché inspiegabili. Invece, proprio perché inspiegabili, andrebbero raccolte sistematicamente, comparate, esplorate, discusse. I casi sono fondamentalmente due. Forse in noi tutti esiste -intrinsecamente iscritto come un codice genetico- un sapere linguistico universale che resta sconosciuto alla nostra coscienza. In tale ipotesi, l'apprendimento di una lingua "madre" consisterebbe nella progressiva sintonizzazione su uno dei "canali" di comunicazione, quello dei genitori, uno tra i vari possibili, che si rafforza e si sviluppa con la scolarità. In alcuni traumi avverrebbe forse una ri-sintonizzazione patologica, e improvvisa, su un canale "sbagliato". Il problema è che di lingue ne esistono a centinaia. Teniamo presenti anche quelle cosiddette "morte" (latino, greco antico, sanscrito...), da confrontare con quelle attuali, che non esistevano ai tempi di quelle morte. Se non si tratta di fandonie, come accade che qualcuno improvvisamente parla una lingua moderna mai studiata mentre altri sono trovati a parlare antiche lingue "morte" ?. Dunque, se scartassimo questo genere di interpretazione, di che altro si può trattare ?