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SINDROME MISTERIOSA/ Donna inglese si addormenta col mal di testa, e al mattino parla con accento francese

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COME E’ DIFFICILE PARLARE… - E questo per Moro è una prova del fatto che il linguaggio è un fenomeno di interazione di tantissimi livelli diversi: «Ci vuole una coordinazione muscolare e neurologica estremamente raffinata che si acquisisce prima della pubertà, quando il cervello è come una spugna che assorbe accento, contenuti e grammatica della comunità in cui vive. E grazie a patologie di questo tipo, capiamo meglio il funzionamento della sede del pensiero. I meccanismi del cervello si comprendono dai suoi guasti». E la sindrome dell’accento straniero è curabile se il danno è muscolare, nei cui confronti un buon logopedista può fare molto. Sarà molto più difficile guarire se il danno è neurologico.


L’INGLESE CHE PARLA IN CINESE - E sono diversi gli episodi simili avvenuti in Europa di recente. All’inizio di quest’anno Sarah Colwill, 35 anni, una donna di Devon che parlava con una pronuncia dell’Inghilterra sud-occidentale, ha dichiarato di avere iniziato a esprimersi in un accento che suonava come se venisse dall’estremo oriente. Gli infermieri che sono venuti ad aiutarla mentre soffriva di emicrania, che sembrerebbe avere innescato la sindrome Fas, le hanno detto che pensavano che avesse un accento cinese. Colwill, coordinatrice di un progetto di Information Technology, avvertiva un mal di testa così acuto che i paramedici hanno dovuto portarla in ospedale. E qui i dottori le hanno diagnosticato la sindrome dell’accento straniero. Ora sta seguendo una terapia per tentare di recuperare il suo accento inglese.

 

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COMMENTI
21/09/2010 - i casi sono due (Antonio Servadio)

piccole notizie, molto molto strane, ma per nulla irrilevanti. A meno che siano tutte fandonie (è da capire meglio se sia così). Solitamente vengono amabilmente relegate nell'angolo delle curiosità proprio perché inspiegabili. Invece, proprio perché inspiegabili, andrebbero raccolte sistematicamente, comparate, esplorate, discusse. I casi sono fondamentalmente due. Forse in noi tutti esiste -intrinsecamente iscritto come un codice genetico- un sapere linguistico universale che resta sconosciuto alla nostra coscienza. In tale ipotesi, l'apprendimento di una lingua "madre" consisterebbe nella progressiva sintonizzazione su uno dei "canali" di comunicazione, quello dei genitori, uno tra i vari possibili, che si rafforza e si sviluppa con la scolarità. In alcuni traumi avverrebbe forse una ri-sintonizzazione patologica, e improvvisa, su un canale "sbagliato". Il problema è che di lingue ne esistono a centinaia. Teniamo presenti anche quelle cosiddette "morte" (latino, greco antico, sanscrito...), da confrontare con quelle attuali, che non esistevano ai tempi di quelle morte. Se non si tratta di fandonie, come accade che qualcuno improvvisamente parla una lingua moderna mai studiata mentre altri sono trovati a parlare antiche lingue "morte" ?. Dunque, se scartassimo questo genere di interpretazione, di che altro si può trattare ?