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MIRACOLO DI SAN GENNARO/ La liquefazione del sangue: spiegazioni e dubbi degli scienziati sul fenomeno che divide Napoli

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UNA PROPRIETA’ POCO CONOSCIUTA - Un esempio di come sia poco conosciuta – sottolinea Ramaccini - è che due fra i maggiori esperti con una posizione favorevole al miracolo di San Gennaro hanno dei passi, nei loro libri, in cui descrivono «quanto dovrebbe essere strana una sostanza che imitasse la reliquia: coll'intenzione di dimostrare che sono richieste delle caratteristiche “che la scienza non può spiegare”, danno in realtà, senza saperlo, una definizione della tissotropia (in questo, di per sé, non c'é naturalmente niente di male e noi siamo i primi ad averla ignorata fino a poco tempo fa)». E aggiunge l’esperto del Cicap: «D'altra parte molti che avranno conosciuto sia la tissotropia sia il miracolo di San Gennaro devono aver pensato, più o meno vagamente, a un possibile collegamento fra i due fenomeni (per esempio, come abbiamo poi scoperto, James Randi, che da ragazzo, in Canada, aveva lavorato in una fabbrica di vernici)».

 

RIPRODOTTO IN LABORATORIO - Anche se è stata per la prima volta la rivista del Cicap ad aver fatto convergere «l'interesse sull'ipotesi tissotropica, contemporaneamente a una sostanza che la esemplifica: questa sostanza (una sospensione colloidale di idrossido di ferro in acqua con ioni, sodio e cloro) è stata studiata espressamente per esibire la tissotropia in forma così accentuata da passare, se agitata lievemente, addirittura dallo stato solido a quello liquido, ma, al contempo, per essere realizzabile con i soli mezzi disponibili nel 1300».

 

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