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SETTA CALIFORNIANA/ Annunciano «evento apocalittico» e scompaiono: si teme suicidio di massa, e invece…

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Reyna Marisol Chicas  Reyna Marisol Chicas

 

BAMBINI E ADOLESCENTI - Già prima del ritrovamento, lo sceriffo della contea di Los Angeles aveva in realtà specificato che nei messaggi lasciati dal gruppo non si faceva esplicito riferimento al suicidio, ma all’«andare in paradiso» e alla «fine del mondo». Le persone sono tutte di origine salvadoregna e hanno la fedina penale pulita: non risultano azioni passate di violenza né contro altri né contro se stessi. Qualche mese fa lo stesso gruppo di persone aveva in programma un viaggio con un progetto simile, ma un membro della loro setta religiosa aveva avvertito i loro familiari, e il viaggio era stato annullato. Prima di distaccarsene, il gruppo faceva parte di una chiesa cristiana di Palmdale, la città californiana dove vivono i suoi appartenenti. La maggioranza di loro è minorenne e va dai 3 ai 17 anni, e i loro familiari temono che abbiano subito un «lavaggio del cervello».

 


LEADER IN STATO CONFUSIONALE - Al momento del ritrovamento da parte della polizia, Chicas ha mostrato di essere in stato confusionale. In un primo momento ha cercato di fornire una falsa identità, in seguito ha anche negato di avere dei figli, nonostante i suoi due figli fossero lì presenti con lei. Da qui la scelta del ricovero forzato per alcuni accertamenti clinici. Dopo il ritrovamento due donne appartenenti al gruppo hanno partecipato a una trasmissione radiofonica per dare la loro testimonianza e rassicurare amici e parenti. Secondo le due partecipanti al movimento, il timore che stessero per commettere un suicidio di massa sarebbe nato da un semplice fraintendimento. I messaggi lasciati prima della partenza sarebbero stati scritti semplicemente per rassicurare i propri cari e non per annunciare un suicidio o un testamento, come avevano ipotizzato le autorità in seguito alle prime segnalazioni.


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