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VIAGGI E GALATEO/ Vestiti, regali e significato dei gesti: ecco come evitare le gaffe all’estero

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CONOSCERE I COSTUMI DEL PAESE IN CUI SI VA - Anche per gli italiani che si trovano in un Paese musulmano come l’Algeria, in vacanza o per motivi di lavoro, può essere prudente evitare di abbuffarsi in pubblico durante il Ramadan, consumando i propri pasti solo all’interno dell’hotel. E non è l’unica regola da seguire mentre ci si trova all’estero. Per chi lavora in un Paese diverso dal proprio è infatti molto importante capire le usanze e i costumi della società che lo ospita. Ignorare quali sono i comportamenti da tenere e quelli da evitare porterà inevitabilmente all’insuccesso anche da un punto di vista professionale. In particolare in diverse parti del mondo il comportamento richiesto alle donne durante i meeting è completamente diverso da quello accettato in Occidente.


CREARSI DEI CONTATTI -
Indossare un abito dai colori sgargianti è normale, anzi addirittura consigliato, nei Paesi dell'America Latina. In Asia e in Medio Oriente invece una donna dovrebbe scegliere un abbigliamento più neutro possibile, simile a una divisa. Se in un ufficio di Tokyo portate in regalo una bottiglia di whisky, il vostro gesto sarà particolarmente apprezzato, mentre a Dubai sarà considerato una grande offesa. Un altro consiglio inoltre è quello di avere un contatto in loco, che rappresenta sicuramente un vantaggio per svolgere la propria attività in un Paese straniero. In Cina, Russia e nel Medio Oriente islamico prendere parte a una riunione importante senza un intermediario del posto è un vero e proprio handicap. E anche in Cina l'unico modo per avere successo è conoscere le persone giuste. Anche il modo di vestirsi va adattato al Paese in cui ci si trova. In Cina, Giappone, India e Russia è consigliabile un abbigliamento castigato.

 

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COMMENTI
23/09/2010 - panini e burqa (Antonio Servadio)

dunque seri problemi per gli ignari turisti che addentano un panino, per semplice fame, durante il ramadan in certi paesi. Qui da noi la legge vieta di celare il volto; non è permesso impedire l'identificazione della persona. Non si può camminare per strada indossando un casco integrale da motociclista. Addirittura, per le stesse identiche ragioni, è vietato applicare alle autovetture i filtri ottici sui lunotti anteriori (solo sui vetri posteriori), per la stessa ragione. Però nessuno di sogna di applicare la legge a chi gira col burqa (velo integrale), sotto cui non è possibile neppure intuire chi o cosa sia celato. Interessante.