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VIAGGI E GALATEO/ Vestiti, regali e significato dei gesti: ecco come evitare le gaffe all’estero

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L’IMPORTANZA DELLA PUNTUALITA’ - Anche l’importanza della puntualità può variare a seconda delle diverse aree geografiche. In Medio Oriente e America Latina, le riunioni spesso iniziano addirittura un'ora dopo l'orario fissato. Al contrario in Giappone, Hong Kong, Singapore o nel Regno Unito la puntualità è il primo segno della professionalità di una persona. Attenzione inoltre a non mettere nelle tasche e a non far scivolare nella borsa il bigliettino da visita che vi hanno appena consegnato. In Cina e in Giappone è un vero e proprio affronto, dal momento che vengono considerati come una rappresentazione della persona. Occorre quindi prenderli con entrambe le mani e mostrate di leggerli con interesse.


COME SALUTARE - Ma la gaffe all’estero è sempre in agguato soprattutto per le persone che gesticolano troppo. Un gesto può infatti avere un certo significato in alcuni Paesi e uno diametralmente opposto in altri. Cominciando dai saluti, in Cina e Giappone si evita accuratamente di toccarsi, stringendo la mano o baciando sulle guance. In Medio Oriente, specialmente nei Paesi musulmani, si evita il contatto fisico con le persone di sesso opposto, ma le donne possono abbracciarsi o baciarsi tra di loro. In Thailandia e a Bali è considerato invece tabù toccare la testa delle persone.


OCCHIO ALLE DITA -
Tra i gesti più comuni da noi inoltre, il pollice in alto, che usato per approvare qualcosa o per fare l’autostop, è un insulto in Iran, Iraq, Nigeria, Filippine e Thailandia, dove ha lo stesso significato del nostro celebre «gesto dell’ombrello». Il segno «ok» è invece considerato un insulto in Turchia, Venezuela e molti paesi dell’America Latina. Nel Regno Unito, in Irlanda, Australia e Nuova Zelanda, fate attenzione a dove rivolgete il palmo della mano quando fate il gesto della vittoria: se il dorso della mano infatti è rivolto verso il vostro interlocutore il significato da vittoria cambia in «vai a quel paese». Nei Paesi musulmani infine è considerato offensivo mostrare la suola delle scarpe o la pianta dei piedi agli altri.

 

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COMMENTI
23/09/2010 - panini e burqa (Antonio Servadio)

dunque seri problemi per gli ignari turisti che addentano un panino, per semplice fame, durante il ramadan in certi paesi. Qui da noi la legge vieta di celare il volto; non è permesso impedire l'identificazione della persona. Non si può camminare per strada indossando un casco integrale da motociclista. Addirittura, per le stesse identiche ragioni, è vietato applicare alle autovetture i filtri ottici sui lunotti anteriori (solo sui vetri posteriori), per la stessa ragione. Però nessuno di sogna di applicare la legge a chi gira col burqa (velo integrale), sotto cui non è possibile neppure intuire chi o cosa sia celato. Interessante.