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PARADISO VIOLATO/ L’oasi africana del Serengeti deturpata da un’autostrada per i tir

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UN DANNO PER IL TURISMO - Come scrive il sito web mondoraro.org, «l’area settentrionale del Serengeti è intatta e tale deve rimanere. Le associazioni ambientaliste locali hanno proposto un percorso alternativo per la strada, più sicuro, bypassando il parco e fornendo anche maggiori benefici economici per la popolazione della Tanzania. Questo percorso alternativo preserverebbe il bene più prezioso della Tanzania, il turismo, evitando la devastazione di Serengeti, un inestimabile patrimonio dell’umanità». Con l’aiuto della comunità internazionale a sostegno delle esigenze locali, la Tanzania può trovare un modo per preservare la propria eredità. Il portale Forests.org ha proposto una petizione per la protezione del parco.


IL PRECENDENTE IN NAMIBIA - Andrew Dobson, uno degli autori della ricerca pubblicata su Nature e docente alla Princeton University, ha elaborato alcuni complessi modelli matematici e realizzato diverse simulazioni al computer. Ed è giunto alla conclusione che la strada farebbe diminuire il numero di animali che si spostano e causerebbe serie conseguenze anche per la flora. Le proiezioni degli scienziati sono basate anche su esperienze simili in altre riserve naturali dove le infrastrutture dell’uomo hanno progressivamente mutato le abitudini migratorie degli animali. Qualcosa di analogo a quanto previsto per il Serengeti è già successo in Namibia nell’Etosha National Park e in Botswana nel Kgalagadi Transfrontier Park. In entrambi i casi gli ecosistemi delle due riserve si sono modificati sensibilmente, con conseguenze per gli animali che popolano quelle zone.

 

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