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RICERCA USA/ I prodotti vendono meno se a pubblicizzarli sono delle star

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Tiger Woods  Tiger Woods

Calciatori, veline e attori famosi sono pagati uno sproposito per fare da testimonial nelle pubblicità in tv. Ma secondo una ricerca Usa sono tutti soldi buttati via. Nell’era di Facebook, tendiamo a fidarci di più della nostra rete di contatti personali che non delle celebrità. E quindi le reclame più efficaci sono quelle che forniscono delle informazioni rilevanti, senza necessariamente fare leva sull’aspetto emotivo.


I DANNI DELLE STAR - E’ quanto emerge da un sondaggio realizzato dal sito web specializzato in pubblicità, AdvertisingAge (adage.com). «Nel corso dell’ultimo anno – scrive Peter Daboll -, più e più volte abbiamo osservato livelli di efficacia incredibilmente bassa per le pubblicità con personaggi famosi. Da Tiger Woods a Donald Trump, abbiamo scoperto che, tranne rare eccezioni, il sostegno delle star era ampiamente inefficace e non fruttava i benefici che ci si aspettavano. Abbiamo quindi preso in considerazione se le celebrità valgano davvero gli investimenti che i marchi hanno fatto su di loro». Per farlo AdvertisingAge ha analizzato tutte le pubblicità sulle tv nazionali Usa trasmesse nei primi 11 mesi del 2010. Scoprendo che le reclame con i personaggi famosi ottengono risultati inferiori alla media o nel caso migliore alla pari con quelli delle altre reclame. Meno infatti del 12% delle pubblicità in cui compaiono delle star ha un’efficacia del 10% in più rispetto alla media. Mentre in un quinto dei casi i personaggi famosi hanno conseguenze negative.
 



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