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RICERCA USA/ I prodotti vendono meno se a pubblicizzarli sono delle star

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Tiger Woods  Tiger Woods

 

 

ERA FACEBOOK - «Ma perché accade tutto ciò? – si interroga Peter Daboll - Sono le celebrità ad avere perso la loro capacità di influenzare i consumatori? L’età dei social network ha creato un nuovo tipo di consumatore che non è così facilmente influenzabile da un volto noto?». Per AdvertisingAge la risposta è sì. I consumatori di oggi sarebbero infatti totalmente differenti rispetto anche solo a cinque anni fa. E quindi ciò che un tempo era efficace e in grado di condizionare le persone, non lo è più necessariamente anche oggi. Infatti, una persona è molto più disposta a farsi influenzare dai suoi amici su Facebook, piuttosto che da un personaggio famoso. Il consumatore di oggi è informato, ha poco tempo, ed è difficilmente impressionabile.
 

NIKE «TRADITA» DA TIGER - E’ influenzato quindi soltanto dalle pubblicità che gli interessano e che forniscono le informazioni che gli servono. Non vogliono che qualcuno, fosse anche una star, li spinga a comprare dei prodotti. I dati della ricerca mostrano infatti che ciò che manca nella maggior parte delle pubblicità con personaggi famosi è proprio l’importanza delle informazioni offerte. Non a caso, il risultato peggiore nel 2010 lo ha ottenuto la pubblicità della Nike con Tiger Woods, del 30% inferiore alla media. Mentre il ciclista Lance Armstrong ha fatto perdere a Radio Shack il 28% di appeal, proprio come il giornalista sportivo Kenny Mayne con Gillette. Meno 27% invece per il Nationwide Auto Insurance con il pilota Nascar, Dale Earnhardt, e meno 24% per Macy’s con l’imprenditore Donald Trump.
 



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