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MIRACOLO/ Il suo cuore si ferma per tre ore e mezza, poi torna in vita

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Il dispositivo AutoPulse  Il dispositivo AutoPulse
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OPERAZIONE AL CARDIOPALMA - Il dottor Raghunath ha spiegato: «Significava che potevamo proseguire il nostro lavoro per riportarlo in vita, mentre la macchina eseguiva il massaggio cardiaco. Se non fosse stato così, avremmo avuto bisogno di turni di persone che glielo praticavano manualmente, mentre noi lavoravamo intorno a loro». Il gruppo di medici ha continuato a lottare, mentre il dispositivo AutoPulse esauriva ben quattro batterie una dopo l’altra. Con il passare delle ore, il battito cardiaco di Arun è ripreso e il suo cuore è ritornato alla situazione normale. Il dottor Metcalfe-Smith ha dichiarato: «Ho letto di episodi simili nelle riviste di medicina, ma non mi sarei mai aspettato di trovarmi coinvolto in uno di questi casi. La macchina ci ha fatto guadagnare tempo e l’abilità del gruppo di medici ha fatto il resto». Per quanto raro, il caso di Arun Bhasin non è però unico.
 

SI SVEGLIA ALL’OBITORIO - Nel febbraio scorso una donna colombiana, colpita da un attacco cardiaco e dichiarata morta, è «tornata in vita». Si è risvegliata all'obitorio, circondata dagli infermieri che la stavano preparando per il funerale. Noelia Serna, quarantacinque anni, soffriva da tempo di sclerosi multipla. La donna era stata ricoverata in ospedale in seguito a una gravissima crisi cardiaca. I medici non hanno potuto fare altro che attaccarla ai macchinari e sottoporla al trattamento di urgenza. A nulla sono serviti i tentativi di rianimarla. Un secondo attacco cardiaco sembrava averla stroncata: dopo dieci ore passate attaccata al respiratore artificiale la signora Serna è stata dichiarata morta dai medici. È stata quindi trasportata all'obitorio in attesa di essere preparata per il funerale.
 



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