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RUSSIA/ Bimbe scambiate nella culla: la scoperta 12 anni dopo col test del Dna

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NESSUNA SOMIGLIANZA - Le ostetriche avevano scambiato le loro culle, probabilmente perché le due madri erano indicate con il cognome da ragazze che in entrambi i casi inizia per la lettera “A”. Come dichiarato da Yuliya Belyaeva al quotidiano russo Komsomolskaya Pravda, “in precedenza non avevo mai prestato particolare attenzione all’aspetto di mia figlia. In seguito ho cercato di riconoscere in lei i miei stessi lineamenti e quelli del mio ex marito, ma non c’era la minima somiglianza. Ho cercato di calmarmi dicendomi che forse mio marito aveva degli antenati con la pelle scura”. Finché si è scoperto, come scrive il Daily Telegraph, che il padre biologico di Irina, Naimat Iskander, era originario dell’ex Repubblica sovietica del Tajikistan, e questo spiega il perché della carnagione scura della ragazza. Al contrario, Anya, la figlia biologica della signora Belyaeva, ha capelli biondi e pelle chiara. Yuri Belyaev avrebbe sempre sospettato dell’infedeltà della moglie, e quando i due hanno divorziato lo ha manifestato apertamente.

 

“DIVENTERANNO COME SORELLE” - Ora le due ragazzine stanno facendo lentamente conoscenza con i loro genitori biologici. Yuliya Belyaeva ha osservato che il fatto che la sua figlia biologica sia stata cresciuta come una musulmana, e non invece nella tradizione russa ortodossa, ha reso la scoperta più difficile di quanto apparisse inizialmente. Ma le due famiglie, ciascuna delle quali ha avuto delle storie di divorzi, ora starebbero diventando amiche tra di loro. Come conclude la signora Belyaeva, “diventeremo amici, faremo conoscere tra di loro le nostre rispettive figlie e saranno come sorelle”.

 

(Pietro Vernizzi)



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COMMENTI
20/10/2011 - Psicologia Sociale e Familiare (Antonio Servadio)

Un bell'esempio di come basti veramente poco per combinare dei veri disastri. Nondimeno, la scoperta riveste un interesse di sicuro rilievo, che non calza nella definizione incerta e angusta di notizia "curiosa". Di curioso trovo il fatto che i genitori abbiano conservato dubbi gravi ma inespressi (la "fedeltà" del coniuge) per tanti anni, e forse da ciò sono scaturiti i divorzi. A parte questo aspetto, che meriterebbe qualche approfondimento, spero che sia reso noto il prosieguo della vicenda a medio e lungo termine, poiché costituisce un rilevante "esperimento accidentale" di psicologia familiare, sociale e culturale, oltre che di dialogo inter-religioso.