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MARY BLAIR/ Google dedica il logo all’artista Disney (video)

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Una illustrazione di Mary Blair  Una illustrazione di Mary Blair

MARY BLAIR - Mary Blair, una matita dietro le meravigliose immagini di Alice nel paese delle meraviglie o di Cenerentola, alcuni dei massimi capolavori della Disney. A lei e ai suoi disegni Google dedica il suo logo, il doodle, di oggi 21 ottobre in occasione del suo compleanno. Era nata infatti il 21 ottobre 1911 in un paesino dell'Oklahoma, McAlester. Mary Blair (vero nome Mary Robinson) ha dato forma e colore ai sogni di milioni di fanciulli: la si ricorda anche in Peter Pan della Walt Disney oltre che nei film già citati. Talmente significativo il suo apporto di disegnatrice per quei film da conquistare il premio "leggenda  del mondo Disney", datole nel 1991. Mary Blair però era già morta, a soli 66 anni di età, colpita da una emorragia cerebrale il 26 luglio 1978. E un logo che vede una bambina bionda spuntare da lettere colorate con il classico tocco della Blair celebra questa donna che ha fatto sognare generazioni di bambini e ancora lo fa, visto che i film della Disney non passano certo di moda. La sua carriera di disegnatrice cominciò dopo aver sposato un altro illustratore, Lee Blair: nel 1940 diede il suo primo apporto a un'opera di Disney, il film a cartoni "Dumbo". Mary Blair affiancò all'attività di disegnatrice per il colosso dei cartoni animati, anche quello di artista indipendente: si ricordano suoi volumi di illustrazioni risalenti già al 1950 e che ancora si trovano in commercio. Purtroppo fuori commercio è invece il suo libro "The Golden Book of Little Verses", pubblicato negli anni Sessanta e contenente  disegni dedicati ai più piccoli, con lo stile proprio di un bambino. Mary Blair ha inventato uno stile grafico nelle illustrazioni per l'infanzia che ha lasciato il segno, caratterizzato dalla semplicità estrema. Negli anni Sessanta lasciò il mondo della Disney, pur venendo chiamata occasionalmente per opere particolari, come il murale di Peter Pan da lei realizzata, per dedicarsi al mondo della pubblicità e a opere personali.  Il suo tocco grafico innovativo fu infatti il simbolo stesso della grafica pubblicitaria degli anni Sessanta, capace di cogliere il multicolore e rutilante mondo in pieno sviluppo delle grandi metropoli americane e non solo.



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