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STEVE JOBS/ La nuova biografia del fondatore di Apple: non voleva farsi operare per il tumore

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A proposito del rifiuto di farsi operare, il problema per Steve Jobs non era semplicemente che fosse un convinto sostenitore dei metodi di cura naturali e un oppositore della medicina tradizionale. No: Steve Jobs non voleva che qualcuno, neppure un chirurgo, gli mettesse le mani dentro al suo corpo perché si sarebbe sentito "violato". I mesi passati senza operarsi nel 2003 quando gli fu diagnosticato un tipo di cancro al pancreas che è abbastanza curabile in molti casi, risulteranno però fatali: dopo, fu troppo tardi, anche se lui, come dice il libro, mentiva ai suoi collaboratori dicendo di essere guarito e fuori pericolo.

LA GUERRA DI ANDROID - Nel 2010 Google presenta al pubblico un nuovo tipo di smartphone, quello che utilizza il software Android. Quando Steve Jobs ne viene al corrente, dà fuori di matto: lo considera un autentico furto del suo iPhone. A raccontarlo all'autore del libro è Eric Schmidt, ex Ceo di Apple e membro del board dell'azienda dal 2006 al 2009. Jobs, dice, andato su tutte le furie, decide di aprire una guerra legale con Google nella quale si dichiara disposto a spendere ogni singolo centesimo dei 40 miliardi di dollari che Apple ha accumulato in banca. La definisce una "guerra termonucleare" che vuole combattere a ogni costo. Per Jobs, non si tratta di essere pagato in caso di vittoria contro Google: non vuole soldi, dice a Schmidt, se mi date anche cinque miliardi di dollari, li rifiuto. Sono pieno di soldi, aggiunge: "Voglio solo che smettiate di usare le nostre idee per il vostro Android".

JOBS, UN NERD - Cresciuto in una famiglia cristiana, Steve Jobs (che era stato adottato da padre biologico di origine siriana) smise di credere in Dio all'età di 13 anni. Il motivo? La copertina della rivista Life. Quella copertina presentava una foto di bambini morenti per fame. Una vista che lo scioccò. Recatosi alla sua parrocchia, chiese al suo pastore se Dio sapesse cosa sarebbe successo a quei bambini. Da quel giorno, Steve Jobs non mise più piede in una chiesa, anche se in anni successivi si dedicò allo studio del buddismo zen. A proposito della sua adolescenza, nel libro Jobs racconta anche che ai tempi della scuola era un autentico nerd, uno sfigato ed era vittima costante di fenomeni di bullismo. Nello stesso periodo sviluppa l'amore sconfinato per la musica dei Beatles. E chi pensa che la sua azienda si chiamò Apple rubando il nome all'omonimo marchio dei Beatles, si sbaglia: il nome Apple venne da una delle tante diete a base di frutta, in quel caso le mele, che Jobs amava intraprendere. Il nome "Apple", mela, per Jobs suonava divertente, brioso e non intimidatorio. Però fece gran uso di Lsd, proprio come i Beatles, definendo l'esperienza con la droga importante per aver rinforzato la sua sensibilità verso cosa fosse davvero importante.



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