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STEVE JOBS/ La nuova biografia del fondatore di Apple: non voleva farsi operare per il tumore

Pubblicazione:venerdì 21 ottobre 2011 - Ultimo aggiornamento:venerdì 21 ottobre 2011, 14.29

Foto Ansa Foto Ansa

I negozi di libri, dal giorno immediatamente successivo la sua morte, sono già pieni di opere che raccontano la vita di Steve Jobs, il fondatore di Apple. Quasi tutti sono banali riempitivi. Quello scritto da Walter Isaacson in uscita la prossima settimana, promette di avere qualche carta in più: lo stesso Jobs infatti collaborò con l'autore

LA MORTE DI STEVE JOBS - Il geniale fondatore di Apple, l'uomo che ha ideato il personal computer e poi l'iPod, l'iPhone e l'iPad muore il 5 ottobre 2011 dopo lunga malattia. Da un paio di mesi aveva rassegnato le dimissioni dalla sua carica perché impossibilitato proprio per il tumore che lo aveva colpito da anni. Era infatti già stato operato una volta nel 2004 e sembrava che la cosa si fosse conclusa al meglio, ma come succede quasi sempre in questi casi, il cancro tornò a farsi sentire e questa volta non ci fu via di scampo. Come in tanti casi analoghi, quelli cioè di personalità famose colpite da malattia, in molti avevano già preparato il libro sulla sua vita a cui mancava solo il capitolo finale, quello della morte. Così non c'è da stupirsi se il giorno dopo la morte sugli scaffali delle librerie apparivano già i primi volumi che ne raccontavano la vita. E in modo altrettanto simile a casi analoghi, quasi sempre questi instant book sono scritti estremamente superficiali, privi di apprendimento e di fonti verificate. Insomma, fatti appositamente per fregare il curioso e l'appassionato che vogliono saperne di più sulla vita del proprio idolo, in questo caso Steve Jobs. Lunedì prossimo in America esce però una nuova biografia, intitolata semplicemente con nome e cognome di Steve Jobs, a cura dello scrittore Walter Isaacson, che si annuncia più interessante di quanto visto fino a oggi. Steve Jobs ha infatti rilasciato una dozzina di interviste esclusive con l'autore.

L'OPERAZIONE CHIRURGICA - Steve Jobs smise di essere credente, cioè di non credere più in Dio, perché era addolorato per i troppi bambini che muoiono di fame nel mondo. I dirigenti che gli soffiarono il posto alla Apple cacciandolo, per Jobs, erano tutti dei "corrotti". E quando gli fu detto che doveva sottoporsi a operazione chirurgica per curare il suo tumore, si rifiutò di obbedire per ben nove mesi per sottoporsi invece a una cura a base dei erbe e medicinali naturali (che non ebbero grande successo, sembrerebbe). Ecco alcune delle cose del tutto inedite che si vengono a scoprire leggendo la biografia di Isaacson, ed ecco perché questo libro si annuncia interessante: si scoprono infatti dettagli e aspetti della personalità del genio dell'informatica che erano sconosciuti alle masse.


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