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SABBIATURA/ Protesta contro i jeans: mettono a rischio la salute degli operai

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L’ASSOCIAZIONE ABITI PULITI - Quella contro il sandblasting è però solo l’ultima battaglia della campagna Abiti Puliti (Clean Clothes Campaign o semplicemente CCC), nata per migliorare le condizioni degli operai tessili di tutto il mondo. L’associazione esiste infatti dal 1989 e agisce con le finalità di un sindacato, ma con una strategia particolarmente moderna, mobilitando e sensibilizzando i consumatori e sfidando così gli interessi dei grandi marchi. Inoltre la campagna Abiti Puliti promuove la solidarietà tra i lavoratori a livello globale. Non a caso l’associazione è presente in 14 Paesi europei e mette insieme Ong e sindacati. Tra i campi in cui opera CCC, ci sono la mobilitazione dei consumatori, la cooperazione allo sviluppo, i diritti delle donne e quelli umani. In tutto 200 i gruppi presenti sul territorio che collaborano con la campagna Abiti Puliti. Tra i Paesi in cui il movimento è attivo ci sono Australia, Canada, Stati Uniti, oltre all’Italia dove il gruppo è partner del Centro Nuovo Modello di Sviluppo, Coordinamento Nord/Sud del Mondo, Fair e Manitese. E tra gli aderenti alla campagna ci sono anche altrAqualità, Assobotteghe, Ctm-Altromercato, Fondazione Culturale Responsabilità Etica, Gas Birulò, Libero Mondo e Rete Radie Resch.

 

(Pietro Vernizzi)

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