Curiosità
sabato 26 novembre 2011
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Mario Monti avrebbe proposto di reintrodurre una tassa sui cani, scatenando la rivolta degli animalisti su Facebook e Twitter.
TASSE “MOSTRUOSE” - Ma non si tratta dell’unica riforma “mostruosa” che potrebbe essere approvata dal nuovo presidente del consiglio. La sua missione, si sa, è risanare i bilanci disastrati dello Stato, e gli basterebbe darsi un’occhiata in giro e imitare le imposte più stravaganti presenti all’estero. Non solo in Svizzera, dove la polizia uccide a sangue freddo cani e gatti se il loro padrone non paga 50 franchi l’anno come previsto dalla legge. Come riferisce Il Giornale in Australia, dopo avere studiato in modo approfondito i danni che producono sull’ambiente i rutti e le flatulenze di ovini e bovini, hanno deciso di creare un’imposta ad hoc. E in attesa di installare un contatore di rutti su ogni mucca, per ora le autorità australiane si sono accontentate di un calcolo approssimativo, facendo pagare 60 centesimi l’anno per ciascun bovino e 8 centesimi per ovino. Gli Stati Uniti invece – rivela Tgcom – prevedono balzelli su lap dance, locali a luci rosse, club privè, ma anche sugli sciacquoni del wc e sui tatuaggi.
IMPOSTA SULLA DROGA - Lo Stato del Tennesse ha la faccia tosta di tassare persino la droga: chi porta nelle tasche più di un grammo di stupefacenti, è costretto ad acquistare una marca da bollo il cui valore varia in base al fatto che si tratti di cocaina, eroina o hashish. Anche nel campo delle misure che Mario Monti dovrà adottare a favore dello sviluppo, gli Stati stranieri possono fare scuola. I Paesi Bassi prevedono per esempio sgravi fiscali per chi si iscrive a lezioni di stregoneria o magia nera. In Ungheria è stato invece presentato un disegno di legge che prevede un balzello sulle cravatte per trovare i fondi a favore dei musei. E in Polonia chi dona il sangue ottiene uno sconto sulle tasse pari a 45 euro. In Russia l’Erario ha deciso di creare nientemeno che un’imposta sui mammut. La proposta è di fare pagare una cifra per ciascuno dei reperti preistorici presenti nei musei, ma i magistrati si sono opposti creando un caso giudiziario. Del resto, scrive sempre Il Giornale, i russi nella loro storia hanno dovuto subire anche un’imposta sulla barba introdotta da Pietro il Grande.
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