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OK/ La parola più famosa del mondo? Non si sa neppure cosa significhi

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Lo sdoganamento dell'ok  Lo sdoganamento dell'ok
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We shall overcome - Non tutti sono d’accordo con questa storia. Chiedete a Pete Seeger, il grande interprete della musica popolare americana. Ci ha persino scritto una canzone, “All mixed up”: «Lo sai che la lingua che parliamo – canta Seeger – è un po’ germanica, un po’ latina, greca, celtica ed araba. I Choctaw ci hanno dato la parola “okay”». I Choctaw, cioè una tribù pellerossa. Eh sì, perché “okeh”, nella lingua dei nativi, vuol dire “è così”. E l’idea di una antica parola indiana è ben più affascinante di quella di un errore di grammatica.

 

Paese che vai, ok che trovi - Intanto però le due letterine si sono sparse per il mondo insieme alla lingua inglese. I linguisti anglosassoni, oggi, spiegano che i suoni “o” e “k” sono presenti in ogni lingua del globo, il che spiega la diffusione della particella. Sarà, ma nel passaggio da una nazione all’altra la locuzione è stata riadattata agli usi locali. Tanto che, in parecchi posti del mondo, ci si è convinti che ad inventare l’“ok” non siano stati gli americani del New England (o i pellerossa), ma i greci, piuttosto che i tedeschi o gli scozzesi.

 

Nella lingua di Aristotele “ola kala” vuol dire “tutto bene”, e anche i greci abbreviano l’espressione in “ok”. A Berlino “ohne Korrektur” sta per “nessuna correzione”, e ancora una volta l’acronimo è lo stesso. Per gli scozzesi invece “och aye” vuol dire “oh sì”, e per arrivare a “okay” non c’è neppure bisogno di abbreviazioni. Chissà che prima o poi non spunti fuori anche un’etimologia dal latino, un Cicerone in versione sbrigativa che arringa il Senato con un “omnia correcta” accorciato sbrigativamente. Intanto noi italiani ci accontentiamo di pronunciare le due lettere a modo nostro, e a volte l’“ok” si trasforma in un ben più lungo “occhei”. (Un’espressione che viene citata ‘persino’ da Wikipedia. La fonte? Il fumetto Ratman, di Leo Ortolani).


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COMMENTI
15/11/2011 - Finalmente... (Giosuè Cavalli)

...dopo tante farneticazioni, leggo la spiegazione (peraltro più che logica) dell'espressione universalmente usata, spiegazione che ho letto, appena adolescente, cinquant'anni fa in un trafiletto su "Selezione dal Reader's Digest", una rivista di propaganda americana che pubblicava condensati di libri di autori famosi e articoli di giornali di allora. Gli adepti della "Accademia della brusca", perchè è con la brusca che si strigliano i somari,la smetteranno di lanciarsi in fantasiose interpretazioni che non stanno ne' in cielo ne' in terra: E' la trascrizione fonetica dell'espressione "All correct" (O Key) sennò suonerebbe (E Si) Tutto quì!

 
23/02/2011 - 0 K (benvenuti Ambra)

Io sapevo avesse origine da "zero killed" ossia = 0 Killed = 0K = OK Tutte quest'altre storielle non le avevo mai sentite

 
23/02/2011 - In effetti (omar Bergomi)

l'origine di ok dovrebbe essere proprio "zero killed" e non questa...

 
23/02/2011 - 0 Killed (Martina Leonardi)

Io sapevo che "ok" deriva dalla Rivoluzione Americana durante la quale per indicare che c'erano stati "0 morti" si scriveva abbreviando "0k" che sta per "0 killed" appunto e che poi vabbè, lo zero è diventato una "o"