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LA SCOPERTA / Il segreto per vivere più a lungo? Si nasconde in un villaggio sperduto nell’Ecuador

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Le montagne dell'Ecuador  Le montagne dell'Ecuador
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LA LONGEVITÀ DEGLI ABITANTI DEL VILLAGGIO – La sindrome di Laron (dal nome del ricercatore israeliano che la scoprì nel secondo Dopoguerra) è sostanzialmente la sotto-produzione dell’ormone IGF-1, dovuta a sua volta a un’anomalia nel recettore dell’ormone della crescita. In pratica, al passaggio dell’ormone della crescita, la proteina (recettore contenuto nella membrana delle nostre cellule) fa sì che venga assimilato dalla cellula, che lo usa per produrre l’IGF-1, l’ormone fondamentale per lo sviluppo fisico dell’uomo, a sua volta recepito dal DAF-2. Se qualcosa in questa catena non funziona, il meccanismo della crescita si ferma. Questo è quanto accade agli abitanti del piccolo villaggio nell’Ecuador, a cui mancano le ultime 8 unità del recettore dell’ormone della crescita, fondamentali per la reazione al passaggio dell’ormone stesso. Altre caratteristiche della sindrome di Laron sono l’obesità, la forma particolare del naso e il pene sottodimensionato.

 

Ma cosa c’entra tutto questo con la longevità? Ora ci arriviamo. Studiando gli abitanti del villaggio, Aguirre si accorse che nonostante l’obesità di buona parte dei malati di sindrome di Laron, nessuno soffriva di diabete. Così come i casi di cancro, così diffusi nella nostra società, nel villaggio erano praticamente nulli. Perché? Semplice, perché la mutazione genetica avvenuta con la sindrome di Laron gli ha resi praticamente immuni a queste due malattie, cause principali della morte per invecchiamento. Così sono in grado di vivere molto più a lungo delle persone normali. Almeno sarebbe così, se non fosse che molti di loro muoiono per incidenti o a causa dell’alcolismo molto diffuso.

 

Aguirre e Longo cominciarono i loro esperimenti. Da una parte curarono i 99 pazienti affetti di sindrome di Laron nel villaggio. La malattia infatti può essere sconfitta in tempo se vengono iniettate dosi di IGF-1 nei soggetti prima della pubertà. Dall’altra portarono avanti esperimenti in laboratorio su cavie come i vermi. Scoprendo, per esempio, che eliminando i ricettori degli ormoni i vermi vivevano il doppio degli anni. Il terzo esperimento, su cellule umane in laboratorio, prevedeva l’innesto del siero di un malato di sindrome di Laron. E poi l’iniezione di una sostanza chimica in grado di disgregare il Dna di una persona sana e normale, danneggiando le sue cellule. Ma cosa succede in se ciò avviene in un paziente affetto da sindrome di Laron?

 

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