BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

LA SCOPERTA / Il segreto per vivere più a lungo? Si nasconde in un villaggio sperduto nell’Ecuador

Pubblicazione:

Le montagne dell'Ecuador  Le montagne dell'Ecuador

I RISULTATI – I risultati, presentati con un articolo su Science Translational Medicine uscito mercoledì scorso e ripreso dal New York Times, sono sorprendenti. Innanzitutto il siero impedisce che il danno alla cellula sia genetico. E ciò vuol dire che non si trasmetterà ai figli. In secondo luogo, spinge le cellule danneggiate a distruggersi tra loro, lasciando immune l’organismo. E questo è uno dei motivi per cui il cancro non “attacca” i malati di sindrome di Laron.

 

Intendiamoci, non è che basta eliminare l’IGF-1 per vivere all’eternità. Piccoli dosi di IGF-1 sono  infatti fondamentali per proteggere il cuore da disfunzioni e collassi, oltre che al normale sviluppo fisico dell’essere umano. Resta da capire, però, se limitando la sua protezione alla giusta misura si possa vivere più a lungo senza avere le controindicazioni dei malati di sindrome di Laron. Secondo Aguirre e Longo, sì. Esiste infatti già un farmaco, il Pegvisomant ,che abbassa la produzione  di tali ormoni. “La nostra ipotesi – dicono i due ricercatori – è che questa medicina, usata in determinate dosi e modi, allunghi la vita”.

 

LE REAZIONI – Stavolta le reazioni del mondo scientifico sono state entusiastiche. Non che in passato non fossero stati condotti in laboratorio test simili (il professor John Kopchick dell’Ohio University ne tenne uno sui topi che ebbe conclusioni simili, con i roditori che vivevano mediamente il 40% in più dei loro simili), ma per la prima volta la questione viene studiata osservando e testando esseri umani e non cavie da laboratorio. Andrzej Bartke, esperto di Gerontologia alla Southern Illinois University, giudica “molto importanti” le scoperte di Aguirre e Longo e valuta “di alta qualità” i dati raccolti dai due.

 

La cosa incredibile è che le compagnie farmaceutiche non riescono (vogliono?) però a fornire IGF-1 alla coppia di ricercatori per continuare le cure agli abitanti del piccolo villaggio ecuadoriano, così da valutare l’impatto di dosaggi e offrire una vita migliore ai malati. Anche qui l’appoggio della comunità scientifica (meglio tardi che mai) può aiutare. Dice Arlan Rosenbloom, professore della università della Florida conosciuto in tutto il mondo. “Considerato che le aziende hanno avuto bisogno dei malati per determinare l’efficacia dei loro farmaci, sembra quantomeno paradossale che ora incontrino così grosse difficoltà a rifornirli di medicine”. Specie se in ballo ci può essere il segreto per vivere in eterno.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.