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VIAGGI/ Dal francese all’hawaiano, come si dice Cin Cin in tutte le lingue del mondo

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Quando avete a che fare con persone di cui non conoscete la lingua, ogni piccolo gesto simpatico o gentile può favorire la comunicazione. La situazione più semplice è quella di un brindisi a tavola. Siete alle Hawaii, in Nuova Zelanda o in Russia: come dite «salute»?

 

ATTENTI AL TRADUTTORE AUTOMATICO - Sapere la parola giusta può esservi molto di aiuto, e ovviamente se provate a inserire «salute» nei traduttori automatici su internet vi verrà fuori un po’ di tutto, tranne quello che cercate. Solo per l’inglese esce infatti «health» (salute fisica), «hail» (un’espressione solenne di saluto) e «God bless you» (Dio ti benedica). Nessuna di queste va bene per un brindisi, l’unica appropriata è «cheers». Ma attenzione, se invece che a Londra vi trovate nel Galles, dovrete dire Iechyd da. E se è difficile per l’inglese, figuriamoci con le altre lingue.

 

PROSIT E GESUAZ - Ecco quindi una traduzione della parola «salute» in una quarantina di lingue. Sicuramente è una parola ideale per rompere il ghiaccio con gli estranei. Dopo «ciao» e «grazie» deve essere l’espressione più universale del dizionario, soprattutto per i frequentatori di party. Ed è indispensabile per chi vince la borsa di studio Erasmus. Per un brindisi quindi di fronte alla porta di Brandeburgo in Germania, la parola da usare è Prosit (pronuncia pro-zit) o prost. In albanese si dice Gesuaz, in armeno Genatz e in azerbaigiano Nus olsun (pron. Nush ohlsun).



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