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TSUNAMI/ (Video) Hawaii a rischio per l’arrivo dei detriti dal Giappone

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Una delle cinque isole di spazzatura nell'oceano  Una delle cinque isole di spazzatura nell'oceano

L’enorme tsunami scatenato dal terremoto di grado 9.0 nella regione giapponese di Tohoku ha distrutto le città costiere vicino a Sendai. Inghiottendo nell’oceano oggetti di grandi dimensioni come case e automobili.

RICOSTRUZIONE TRA LUCI E OMBRE - E se aveva fatto scalpore la ricostruzione della tratta autostradale a nord di Tokyo avvenuta in soli sei giorni, la situazione nel Paese è ancora ben lontana dall’essere ritornata normale. Nella capitale giapponese molte strade sono ancora al buio, perché la scarsità di elettricità costringe a tenere basse le luci, e per l’effetto-panico molti supermercati sono rimasti privi dei generi di base come l’acqua in bottiglia o la carta igienica. Ma è soprattutto lungo la costa della prefettura di Sendai dove la situazione è ancora terribilmente grave. E non è stato ancora possibile intervenire per riparare gli interi palazzi in cemento rovesciati su un fianco, i mucchi di automobili, le abitazioni di cui sono rimasti solo ammassi di legname e calcinacci.

DETRITI ALLA DERIVA - Ma lo tsunami, oltre che in Giappone, sta creando gravi problemi anche a distanza di migliaia di chilometri. Proiezioni sul punto in cui potrebbero essere finiti i detriti sono stati fatti da Nikolai Maximenko e Jan Hafner nell’Internazional Pacific Research Center dell’University of Hawaii di Manoa. Come scrive il sito web di Science Daily, Maximenko ha sviluppato un modello basato sul comportamento delle boe alla deriva, distribuite per anni nell’oceano per motivi scientifici. I detriti in un primo momento si sono diffusi verso est dalla costa del Giappone nella corrente subtropicale del Nord Pacifico, dove si trovano attualmente.



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