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TSUNAMI/ (Video) Hawaii a rischio per l’arrivo dei detriti dal Giappone

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Una delle cinque isole di spazzatura nell'oceano  Una delle cinque isole di spazzatura nell'oceano
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GUAI IN VISTA ALLE HAWAII - Entro un anno la costa delle isole Hawaii nordoccidentali, definite nel 2006 «Monumento marino nazionale», sarà cosparsa da relitti provenienti dal Giappone. Per tutto il 2012 invece, gli stessi effetti saranno prodotti anche sulle restanti isole hawaiane. Mentre nel 2013, l’ondata di detriti raggiungerà la West Coast statunitense, scaricando i detriti sulle spiagge californiane e sulle rive di British Columbia, Alaska e Baja California. I detriti andranno quindi alla deriva nel North Pacific Garbage Patch, dove vagheranno intorno e si frantumeranno in pezzettini sempre più piccoli. Di qui a cinque anni, le coste delle Hawaii possono aspettarsi di vedere un’altra serie continua di rifiuti molto più intensa, e che durerà più a lungo della prima. Buona parte infatti dei detriti che fuoriescono dal North Pacific Garbage Patch finiscono sulle scogliere e sulle spiagge delle Hawaii.

UN MARE DI SPAZZATURA - Queste proiezioni aiuteranno a guidare le operazioni di pulizia e di recupero. Consentendo così per esempio di determinare che cosa accade ai diversi materiali nella deriva successiva allo tsunami, come cambia nel tempo la loro composizione e in che modo i venti e le correnti separano gli oggetti alla deriva facendoli viaggiare a diverse velocità. Anche prima dello tsunami, gli oceani di tutto il mondo erano già una discarica per la spazzatura affluita dai fiumi, ammassata sulle spiagge e scaricata nel mare dalle piattaforme di olio e gas e da pescherecci, navi turistiche e mercantili. I detriti marini sono diventati un grave problema per gli ecosistemi marini, la pesca e la navigazione.



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