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TSUNAMI/ (Video) Hawaii a rischio per l’arrivo dei detriti dal Giappone

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Una delle cinque isole di spazzatura nell'oceano  Una delle cinque isole di spazzatura nell'oceano

DOVE SI AMMASSANO I RIFIUTI - La presentazione della ricerca, avvenuta nel corso della settimana dedicata alla quinta Conferenza sui detriti marini internazionali tenutasi alle Hawaii, durante la quale Maximenko ha organizzato un seminario della durata di un giorno, documenta l’ampiezza del problema dei rifiuti nell’oceano. E la quantità massiccia e concentrata di oggetti trascinati in mare dal devastante tsunami sta ora ingigantendo i pericoli. Da molti anni Maximenko sta lavorando sulle correnti e sugli oggetti trasportati dall’oceano. Giungendo a calcolare l’esistenza di cinque macro-regioni marine dove si raccolgono i detriti se non si depositano sulle coste, non si inabissano nei fondali, non si deteriorano e non sono ingeriti dagli organismi dell’oceano. Queste regioni risultano essere delle «macchie di rifiuti».

5 DISCARICHE MARINE - Quella più famosa ovviamente è la North Pacific Garbage Patch, mentre alcuni anni fa era stata individuata anche la North Atlantic Patch. Proprio grazie alla mappa e alle simulazioni di Maximenko, ora sono state individuate anche altre tre «macchie»: la South Atlantic, la South Indian Ocean e la South Pacific. Impossibile secondo gli esperti ripulire l’oceano da tutti questi detriti. Secondo quanto affermato da Marcus Eriksen, cofondatore del 5 Gyres Institute che studia il problema, non esistono al momento soluzioni per ripulire il mare dalla plastica: il numero delle particelle è troppo numeroso e troppo frammentato. Molto più utile, sempre per Eriksen, cercare di raccogliere tutti i rifiuti che le correnti depositano a riva ed eliminare il più possibile la plastica dalla vita quotidiana.

 

(Pietro Vernizzi)



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