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RICERCA CINESE/ Mucche con gene umano produrranno il latte per i bebè

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Una mucca Braunvieh della Svizzera  Una mucca Braunvieh della Svizzera

PROTESTA DEGLI ANIMALISTI - Mentre la Reale Società per la Protezione degli Animali denuncia: «La prole degli animali clonati soffre spesso di gravi problemi di salute, abbiamo veramente bisogno di questo latte per i nostri neonati?». Il professor Keith Campbell, un biologo che all’University of Nottingham lavora con gli animali geneticamente modificati, ha invece sottolineato: «Gli animali e le piante geneticamente modificati non sono dannosi, almeno fino a quando non si inserisce deliberatamente un gene che diventa velenoso. Ma perché qualcuno dovrebbe farlo per il cibo? Il cibo geneticamente modificato, se prodotto correttamente, può apportare enormi benefici per i consumatori in termini di predisposizione di prodotti migliori».

«NESSUN RISCHIO PER GLI ANIMALI» - Mentre Piero Morandini, professore di Biochimica dell’Università degli Studi di Milano, intervistato da Ilsussidiario.net osserva: «Si tratta di animali trasformati con il gene del lisozima umano e poi riprodotti per clonazione a partire da cellule somatiche. Il lisozima è già presente nella mucca, ma il livello di espressione nel latte è molto più basso rispetto all'uomo. Il lisozima protegge i bambini dalle infezioni perché esercita un'azione battericida». E aggiunge il professor Morandini: «Delle 37 mucche che sono nate, sette sono morte alla nascita e sei entro sei mesi. Delle 24 rimanenti, 17 risultavano trasformate (contenevano il gene). Da questo si deduce che non è stata la trasformazione a causare la morte delle altre 13, quanto piuttosto il procedimento di clonazione e trasferimento degli embrioni (che è noto dare problemi)».



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