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CUCINA/ Le migliori (e peggiori) destinazioni per i viaggiatori vegetariani

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Il thali, piatto vegetariano indiano  Il thali, piatto vegetariano indiano

MAROCCO – Le spezie marocchine rendono i piatti vegetariani molto appetitosi. Come il tajine vegano, addolcito dalla frutta e cotto a fuoco lento in una pentola conica in terracotta, o il cous cous. Aggiungete zuppa harira, olive e hummus, e mangiatele con khubz, pane sottile senza lievito tipico del Marocco.

 

ITALIA – Per scoprire le vere potenzialità culinarie del nostro Paese, non c’è niente di meglio di un pic-nic. Prendete una focaccia morbida o il pane fresa della Sardegna, acquistate olive, pomodori essiccati al sole, carciofi marinati e peperoni come antipasto. Aggiungete pecorino, taleggio o formaggio dolce latte, e innaffiate il tutto con una bottiglia di vino rosso nostrano.

 

LIBANO – Salse, cereali, verdure cotte e marinate, foglie farcite, paste fritte e insalata. Sono gli ingredienti base che in Libano si mangiano insieme al pane piatto. Anche se il panino ideale è forse quello che comprende baba ghanoush, melanzane arrostite, tahini, pepe e olio d’oliva.

 

TAILANDIA – Ospita un festival vegetariano, chiamato Kin Jay, nel corso del quale i devoti si conficcano nelle guance delle punte taglienti. Difficile capire che cosa c’entri tutto ciò con l’essere vegetariani, ma il festival è comunque un’opportunità offerta ai turisti per mangiare una serie vertiginosa di piatti di «finta carne».



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