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VIAGGI/ Il checkpoint del futuro: passeggeri divisi in tre categorie, buoni e cattivi

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Il checkpoint del futuro  Il checkpoint del futuro

Il checkpoint del futuro: come sarà? I passeggeri saranno divisi in tre categorie. Controlli più veloci ma anche una violazione della privacy?

Code interminabili, soprattutto dopo l'11 settembre 2011, quando in seguito agli attentati alle Torri Gemelle di New York i controlli di sicurezza agli imbarchi aeroportuali sono diventati un infinito controllo sui passeggeri. Se è vero che i ritrovati della tecnologia sono aumentati, è anche vero che quasi sempre in casi sospetti si finisce con la classica perquisizione manuale. Non è raro vedere passeggeri spogliati quasi completamente mentre si cerca di capire quale oggettivo nascosto possa aver fatto scattare l'allarme del checkpoint elettronico. Tutto ciò ha portato ad aumentare considerevolmente il tempo di arrivo in aeroporto. In caso poi di viaggio considerati "a rischio" (ad esempio tratte assai frequentate come quelle dirette a Londra o New York) i tempi si allungano a dismisura. Ecco allora che chi di dovere continua a pensare idee per rendere più umani gli imbarchi e ridurre i tempi di attesa.

Ma sono idee davvero funzionali e soprattutto, in che misura viene posto il grado di privacy e rispetto dei passeggeri? Vale la pena ricordare i casi eclatanti di importanti personalità del governo indiano fermate con il sospetto di essere dei terroristi solo perché rifiutavano di togliersi il classico turbante tipico del loro Paese. Sospettati solo per il modo di vestirsi. Ecco allora che la nuova idea di checkpoint del futuro potrebbe destare qualche dubbio in questo senso.




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