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DROGHE LEGGERE/ I costi sociali della legalizzazione della cannabis

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AFFARI IN FUMO - Blumir ha calcolato che, se si liberalizzassero queste sostanze stupefacenti e le si vendessero con un’imposta sul valore aggiunto, lo Stato potrebbe ricavare 2 miliardi di euro l’anno in tasse. Ovviamente, sugli adepti della cannabis non esistono numeri ufficiali, ma alcune stime meno prudenti parlano addirittura di sei milioni di persone. E immaginando che il consumo quotidiano sia di un grammo a testa, la spesa media nazionale è di 60 milioni di euro al giorno. Per la criminalità organizzata sono tutti affari d’oro. Si parla infatti di 22 miliardi di euro ogni 12 mesi, quasi la metà della manovra economica del governo che si aggira sui 43 miliardi di euro. Un’attività economica illegale, ma che per i magistrati è sempre più spesso tollerabile. Alessandro Moneti, gup di Firenze, all’inizio del mese ha per esempio assolto Luigi Bargelli e Marco Gasparrini, proprietari della ditta Semitalia, che erano accusati di avere venduto semi di marijuana. Come spiegato infatti dal giudice fiorentino, le semenze sono «escluse dalla nozione legale di cannabis, in base alla legge 412 del 1974 e alla convenzione unica sugli stupefacenti di New York del 1961». E in difesa dei commercianti si era mobilitata persino l’Associazione per i Diritti degli Utenti e dei Consumatori (Aduc). Tra le varie idee anche quella di Peter Koler, direttore del Centro per la prevenzione delle dipendenze e la promozione della salute della Provincia di Bolzano, che a maggio ha proposto una distribuzione dei derivati della canapa sotto il controllo di enti sanitari affidabili e competenti.



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